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25 marzo 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Òscar Cadiach torna sull’Himalaya con Jonatan García. Obiettivo: aprire una nuova via sul Gyachung Kang (7.952 m)

Oscar Cadiach

Il catalano tenterà una nuova via sul 7000 più alto dell’Himalaya

Òscar Cadiach, classe 1952, ha chiuso un importante capitolo della sua carriera di scalatore nel luglio 2017, quando, con il Broad Peak,  completò la scalata dei quattordici ottomila, senza ossigeno supplementare. All’epoca aveva 64 anni e aveva impiegato metà della sua vita a scalare i 14 Ottomila (quasi 33 anni, dal primo all’ultimo).

Chiunque avrebbe detto che l’alpinista catalano non sarebbe più tornato in Himalaya, ma Cadiach,  dopo gli Ottomila, si sente libero di ritornare alla sua passione esplorativa sulle grandi montagne. Quindi, ha annunciato che questa primavera tenterà di aprire una nuova via sul Gyachung Kang (7.952 m), il più alto dei sette mila himalayani.

Cadiach partirà per il Nepal a metà aprile; con lui Jonatan García. E’ possibile che un altro alpinista, di cui non è stato ancora resa nota l’identità, si unisca a loro in questo progetto.

Gyachung Kang. Foto: Ralf Dujmovits

Il Gyachung Kang si trova al confine tra Tibet e Nepal. La sua prima salita risale al 1964 e fu firmata da una spedizione giapponese che raggiunse la vetta attraverso la parete Ovest e la cresta Nord-Ovest, con ossigeno supplementare.

Da allora, secondo i dati forniti dal Database himalayano, altre cinque spedizioni hanno salito i suoi 7.952 metri. In totale, il Gyachung Kang conta quattro vie  e una variante:

  • Giapponese 1964, sulla Ovest e sulla cresta Nord-occidentale.
  • Francese del 1986, sulla Sud e sul pilastro Sud-occidentale.
  • Coreano 1988, sul versante  Sud-occidentale e sulla cresta Sud-occidentale.
  • Variante giapponese del 2005, dalla cresta Sud-Ovest
  • Sloveno 1999, sulla Nord. Ripetuto da una spedizione giapponese nel 2002.

    Di tutte, solo la salita slovena conta una ripetizione. La spedizione che aprì quella via fu guidata da Andrej Stremfelj e Marko Prezelj.

Nell’autunno 1986 vi fu un tentativo spagnolo sul Gyachung Kang, effettuato da una spedizione basco-americana guidata da José Luis Zuloaga ‘Zulu’. Il team seguì le orme dei francesi che avevano aperto la stessa via quella primavera attraverso la parete Sud e il pilastro sud-occidentale. Secondo la storia del database himalayano, ebbero difficoltà ad attraversare il ghiacciaio e a trovare la via. L’altezza massima da loro raggiunta fu di 7.100 metri, da dove si ritirarono a causa dei forti venti.

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