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4 giugno 2020

Hiking e Trekking · Walking · Resto del Mondo · Parchi del mondo

Salvi i due 23enni dispersi nel Kahurangi National Park

Fonte: Nz Defence Forze/twitter. Salvi i due 23enni dispersi nel Kahurangi National Park

Dion Reynolds e Jessica O’Connor trovati vivi nella foresta, in una delle zone più ostili della Nuova Zelanda

Il 9 maggio, la maggior parte dei neozelandesi si trovava da 11 giorni in pieno lockdown, attuato a seguito della pandemia COVID-19. Ma lo stesso giorno, due giovani 23enni – ignorando le restrizioni – partivano per una spedizione che li ha visti protagonisti  di un’avventura di due settimane e mezzo ai limiti della sopravvivenza, in alcune delle zone più ostili della Nuova Zelanda.

Jessica O’Connor e Dion Reynolds, sono entrambi spiriti liberi e appassionati di avventura all’aria aperta. O’Connor è una guida kayak nel famoso Abel Tasman National Park della Nuova Zelanda. La sua storia lavorativa conta un’invidiabile numero di avventure con gli  sci e in kayak sia in Giappone che in Nuova Zelanda. Nonostante il suo spirito hippy, ha un sacco di conoscenze outdoor che si sono rivelate determinanti per la loro sopravvivenza. Reynolds è il più estroverso della coppia, uno chef dai capelli lunghi con un’energia da adolescente.

Anatori River. Foto: Nina Hindmarsh/Stuff. Fonte: stuff.co.nz

O’Connor e Reynolds sono partiti per il Kahurangi National Park, con l’intenzione di seguire il fiume e accamparsi per alcuni giorni, per ritornare alla civiltà prima del 15 maggio.

Inizialmente hanno camminato lungo il percorso previsto ma presto si sono trovati nei guai.
Nel loro primo rifugio, hanno cercato di asciugare i vestiti dopo aver guadato il fiume. “Abbiamo finito per bruciarci le calze”, ha ricordato Reynolds. “Ho bruciato tre delle quattro calze che avevo.”

Ciò che è accaduto dopo è stato determinato da una serie di errori di valutazione. La coppia ha calcolato male le  distanze  – ha camminato oltre le aspettative – e confuso la direzione. La nebbia ha ulteriormente disorientato i due escursionisti. Quando si sono resi conto di essersi persi seriamente,  hanno preso la saggia decisione di rimanere fermi. Questo probabilmente ha salvato loro la vita.

Dion Reynolds e Jess OConnor. Fonte: relative pagine facebook

Kahurangi: il secondo parco nazionale più grande della Nuova Zelanda

Il Kahurangi National Park è situato nelle regioni della Tasmania e della West Coast, lungo la South Island e si estende per 452.000  ettari. Kahurangi è un luogo ostile. Il territorio è in gran parte costituito da calcare e marmo, con caverne e grotte disseminate ovunque. Anche la vegetazione del parco cambia radicalmente, dalla faggeta umida scura ad est a felci e viti ad ovest. È uno scenario insolitamente tropicale per la Nuova Zelanda, anche se il clima non lo è per nulla.
Il Kahurangi è il secondo parco nazionale più grande della Nuova Zelanda e alcune zone non hanno sentieri. E’ stata una delle location utilizzate nel film “Il Signore degli Anelli”.

I parchi nazionali occupano oltre il 10 percento del territorio della Nuova Zelanda, un paese noto per il turismo d’avventura è anche luogo di varie operazioni di salvataggio. Tra il 2018-2019, il Paese ha speso più di 27 milioni di NZD (17 milioni di dollari) nella ricerca e nel salvataggio di oltre 1.800 persone. In Nuova Zelanda vivono solo cinque milioni di persone e il 95 percento degli addetti alla ricerca e al salvataggio sono volontari.

Le squadre di ricerca e salvataggio sono state trasportate in aereo nel Kahurangi National Park. Fonte: tvnz.co.nz

Le condizioni meteo in Nuova Zelanda cambiano rapidamente, rendendo il clima un ulteriore pericolo per le escursioni impegnative.

In queste condizioni, sono tre le principali cause che possono mettere a rischio la vita: temperature gelide, lesioni e la fame.

“Le persone più vulnerabili non sono quelle che si dirigono nella boscaglia per una settimana o cinque giorni, sono quelli che programmano di stare là fuori per sole poche ore o per la giornata, perché non hanno l’equipaggiamento adeguato “, ha riferito l’esperto di sopravvivenza Stu Gilbert.

La tenda e l’attrezzatura per dormire di O’Connor e Reynolds potevano anche andar bene, tuttavia, i due avevano autonomia alimentare per soli cinque o sei giorni, oltre ad un disperato bisogno di acqua.

“Ci restavano solo due giorni di cibo e stavamo scendendo in un burrone, molto ripido”, ha ricordato Reynolds. “Si è trasformato da un piccolo ruscello roccioso ad una cascata abbastanza complessa. Scendendo, mi sono distorto e slogato la caviglia … Siamo arrivati ​​a una cascata che era alta 15-20 m, e ci siamo guardati l’un l’altra rendendoci conto che non potevamo scendere; abbiamo dovuto tornare su per la collina e fermarci”

O’Connor si è  anche fatta male alla schiena in una caduta. Con la caviglia slogata di Reynolds, hanno scelto di fermarsi non appena hanno raggiunto un terreno pianeggiante. La loro nuova posizione era vicino a una piccola radura, a soli due minuti a piedi dall’acqua. Questa mossa è stata cruciale per il loro salvataggio.

Forti piogge hanno sospeso i tentativi di salvataggio per diversi giorni. In alcune notti, le temperature sono scese a -8° C e sono caduti tra i 60 e 115 mm di pioggia.

Eppure la coppia ha mantenuto l’equilibrio e  il morale alto. Avevano già trascorso 13 giorni senza cibo quando un elicottero militare  li ha  individuati grazie al fumo del fuoco che avevano acceso nela boscaglia. I due escursionisti sono stati tratti in salvo dal loro rifugio, dopo un calvario di 18 giorni nella wilderness.

La coppia,  con lievi ferite,  non ha avuto bisogno di cure ed è stata dimessa dall’ospedale il 27 maggio.

Il governo della Nuova Zelanda ha deciso di non sporgere denuncia per la violazione del lockdown .

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