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3 giugno 2020

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Torna il silenzio sull’Everest

Everest, maggio 2020: topografi cinesi rientrano al CB. Fonte: Xinhua

Il team cinese è rientrato in sicurezza al Campo Base giovedì scorso, il giorno dopo  aver raggiunto la vetta. La montagna è tornata alla normalità

I topografi cinesi che hanno scalato l’Everest mercoledì 28 maggio, sono rientrati in sicurezza al campo base (5.200 m) il giorno dopo. Tutti sono in buona salute, così, come i componenti degli altri team che hanno raggiunto la cima in questa stagione:  le guide tibetane che hanno aperto la via verso la cima, i membri della spedizione commerciale, aggregata alla squadra di  topografi, e i portatori.

La spedizione cinese ha sfruttato l’unica opportunità della stagione per celebrare il 60° anniversario della prima salita cinese del versante Nord.

I topografi, incaricati di rimisurare l’Everest, hanno trascorso circa due ore e mezza in vetta, collocando un marker di rilevamento e un’antenna del Global Navigation Satellite System, oltre a misurare la profondità e la gravità della neve da sei punti sotto il vertice. Ora i dati verranno elaborati, un processo che richiederà almeno due o tre mesi.

La montagna è tornata  silenziosa e solitaria

Covid-19: aumentano in casi in Nepal e Pakistan

Intanto, mentre i casi di Covid-19 diminuiscono in Europa, i paesi himalayani sono ancora lontani dall’arginare la diffusione del virus. Il Nepal, dopo aver mantenuto bassi i numeri per mesi, ha visto  aumentare il numero di casi negli ultimi giorni. La situazione è più critica in Pakistan, dove mancano solo un paio di settimane prima dell’inizio della stagione alpinistica del Karakorum.

Tuttavia, il Primo Ministro Imran Khan è pronto ad allentare il lockdown e i divieti sul turismo straniero, in particolare per coloro che si recherano nel Gilgit-Baltistan, la principale destinazione per escursionisti e scalatori stagionali e maggiore fonte di reddito per le comunità locali. “I pakistani devono imparare a convivere con il coronavirus, poiché un blocco non è una cura per la malattia”, ha dichiarato Khan. (Fonte)