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8 giugno 2015

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SASSOLUNGO, 15 luglio 2013: prima ascensione della via "Manuel Moroder"

Sassolungo,  via Manuel Moroder. Fonte: Val Gardena

Sassolungo, via Manuel Moroder. Fonte: Val Gardena

15 LUGLIO 2013: IVO RABANSER, HEINZ GRILL, FRANZ HEIß E KLAUS OPPERMANN RISOLVONO IL BASTIONE SUPERIORE DEL CAMPANILE NORD DEL SASSOLUNGO. IL RACCONTO…

In basso i prati, dove corrono i bimbi, e in alto mille e passa metri di parete all’ombra. Al rifugio Comici è un brulicare di gente: c’è chi si gode il sole e chi chiacchiera, chi mangia e chi si guarda attorno, chi va e chi viene impegnato nel lungo giro del Sassolungo o in escursioni più brevi. Sul grande versante nord, invece, non sembra esserci nessuno: forse una cordata sulla Pichl, la classica della parete aperta il 21 agosto 1918 da Eduard Pichl e Rolf Waizer.

Ma attenzione: proprio in alto a sinistra della parte, in quel settore di rocce giallo-grigie dove, guida alla mano, non passa nessuna via, sembra proprio esserci qualcuno. Alpinisti finiti lì per errore? Oppure, ipotesi assai più intrigante, impegnati in una prima ascensione?

È il 15 luglio 2013 e il Sassolungo ha preso improvvisamente vita: non più un colossale scoglio dove ritrovare linee già percorse ma il palcoscenico di un’avventura in diretta, coi suoi protagonisti che procedono spediti sapendo bene dove stanno andando. I loro nomi? Ivo Rabanser, ancora lui, e poi Heinz Grill, Franz Heiß e Klaus Oppermann, ormai prossimi a completare una linea che Ivo aveva adocchiato da tempo: la soluzione del bastione superiore del Campanile Nord del Sassolungo.

Sassolungo, via Manuel Moroder. Da sinistra: Heinz Grill, Ivo Rabanser, Franz Heiss. Fonte: Val Gardena

Sassolungo, via Manuel Moroder. Da sinistra: Heinz Grill, Ivo Rabanser, Franz Heiss. Fonte: Val Gardena

Perché la nuova via, dedicata a Manuel Moroder – un ragazzo di Ortisei travolto da una valanga il 3 febbraio 2013 – prima supera nel mezzo la placconata inferiore quindi prosegue sul muro terminale del Campanile Nord.

Il totale fa una linea di 1150 metri, di ampio respiro e soprattutto molto bella anche a detta dei primi e finora unici ripetitori: Adam Holzknecht e Stefan Mayr. La nuova Manuel Moroder è l’ennesima notevole intuizione del gardenese Rabanser sulla “sua” montagna: un itinerario che nonostante le difficoltà classiche richiede un’ottima esperienza alpinistica.

Per una ripetizione occorrono dadi e friend ma anche martello e una scelta di chiodi: strumenti antichi per un moderno, eppure tradizionale, viaggio dolomitico.

Sassolungo (3181 m, Dolomiti), parete nord-nordest, via “Manuel Moroder” (1150 m, VI) – Prima ascensione: Ivo Rabanser, Heinz Grill, Franz Heiß e Klaus Oppermann, 12 e 15 luglio 2013.

Carlo Caccia

 

Info: Val Gardena
www.valgardena.it
info@valgardena.it
Tel. +39 0471 777 777

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