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27 marzo 2015

Ambiente e Territorio · Cesana Torinese · experience · fuoripista · rischi in montagna · slavine · Uncem Piemonte · Ambiente e Territorio

SLAVINA DI CESANA. Evitare fuoripista e massima attenzione

Immagine di archivio di un intervento del soccorso alpino piemontese. Fonte: www.ansa.it

Immagine di archivio di un intervento del soccorso alpino piemontese. Fonte: www.ansa.it

TRAGEDIA IN VAL SUSA: SLAVINA A CESANA TRAVOLGE UN GRUPPO DI SCIATORI FUORI PISTA

Una slavina si è abbattuta oggi sulle montagne di Cesana Torinese, in Valle di Susa, su un gruppo di sciatori fuori pista. La slavina caduta dal Monte Terra Nera, in Valle di Susa (TO) ha causato due morti. I corpi delle vittime sono stati trovati nella tarda mattinata dai soccorritori. Tutti erano dotati delle attrezzature di sicurezza per lo sci-alpinismo, sarebbero morti per i traumi subiti.

Una terza persona è stata estratta in buone condizioni, ma è comunque stata portata all’ospedale di Susa. La massa di neve si è staccata dal Monte Terra Nera in una giornata soleggiata e molto ventosa.

Le vittime sono un italiano ed un francese, i loro corpi sono stati trasportati a Cesana. Sul posto sono intervenuti il Soccorso Alpino piemontese, la Guardia di finanza e i carabinieri (fonte: ANSA)

UNCEM PIEMONTE: EVITARE IL FUORIPISTA E MASSIMA ATTENZIONE ALLE INDICAZIONI DEGLI ESPERTI

Pubblichiamo quanto divulgato a seguito della tragedia in Val Susa da Uncem Piemonte:

“Profondo cordoglio dell’Uncem per le persone che hanno perso la vita travolte da una slavina oggi a Cesana Torinese. Un bilancio gravissimo – che ci auguriamo non si complichi – in un anno funestato da molti, troppi, incidenti, causati da un improvvido rapporto con la montagna, unito probabilmente a una sottovalutazione dei rischi. Questi sono i mesi più difficili nei quali le piste sono ancora molto affollate, mentre fare fuoripista comporta dei rischi altissimi legati all’andamento delle temperature nel corso della giornata e allo stato del manto nevoso.

Non spetta certamente a Uncem attribuire responsabilità, neppure dopo questo ennesimo incidente, ma lo ripetiamo anni: la montagna non è un parco giochi, non è l’appendice ludica della città, non va sottovalutata per conformazione, necessità, rischi, condizioni. Tutti sappiamo benissimo che l’economia della neve, in molti distretti alpini della nostra regione, è fondamentale, è la principale fonte di reddito per quei Comuni, ha numeri che sfidano la crisi, in crescita. Le disgrazie sono molto legate al rischio umano – spesso sottovalutato, non ascoltando le indicazioni e le restrizioni di enti, associazioni, esperti dei territori – ma anche a un uso improprio e non sempre opportuno di diversi mezzi tecnici il cui impiego dovrà essere opportunamente normato e rianalizzato alla luce di queste tragedie. Sull’eliski il dibattito tra favorevoli e contrari prosegue da diversi anni, è stato condotto anche di fronte alla giustizia amministrativa (con ricorsi e controricorsi sulle leggi); vi è inoltre uno stato diverso di uso nelle regioni italiane. Anche la situazione normativa – ogni regione ha le proprie indicazioni e possibilità – ci fa dire che serve un’armonizzazione nelle politiche per la montagna – sul fronte economico, istituzionale, ludico-sportivo – a livello nazionale, intellettualmente onesto e collegato a quanto avviene in Europa lungo tutto l’arco alpino.”

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