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10 dicembre 2015

Ambiente e Territorio · Mountain Park · Notizie · censimenti · experience · flora · parchi · Parco dell'Adamello · stambecchi · stambecco dell'Adamello

STAMBECCO DELL'ADAMELLO: sono 170 gli esemplari nel parco

Ademello, stambecco. Foto: S. Pezzoli. Fonte: www.parcoadamello.it

Ademello, stambecco. Foto: S. Pezzoli. Fonte: www.parcoadamello.it

LO STAMBECCO DELL’ADAMELLO: MAPPATA PER LA PRIMA VOLTA LA DISTRIBUZIONE E LA CONSISTENZA DELLA NEO-POPOLAZIONE ADAMELLINA

Sono 170 gli esemplari di Stambecco ospitati nel Parco dell’Adamello. Questo il primo bilancio a venti anni dal ritorno della specie nell’area protetta lombarda reso possibile grazie all’impegno di oltre 60 rilevatori volontari, 30 mesi di lavoro, 5 sessioni di censimento, 10 incontri formativi e informativi, interviste ai turisti, collaborazioni con i conduttori delle malghe e dei rifugi.

Il lavoro rientra nell’iniziativa promossa dall’Associazione Uomo e Territorio Pro Natura, presentata in occasione della chiusura del ventennale del ritorno della specie nel Parco – frutto di un ambizioso programma di reintroduzione avviato nel 1995 dall’Ente di gestione, con importanti obiettivi di carattere naturalistico ma anche culturale, economico, identitario e dunque sociale.

170 stambecchi, distribuiti in due nuclei: uno più corposo nel settore centrale, a cavallo tra la Val Malga e le Valli di Saviore (Salarno e Adamè), ed uno decisamente più ridotto sul Pizzo Badile camuno.

Il rilevamento degli animali ha previsto punti di osservazione e transetti, dapprima in tutte le valli del Parco ed in seguito solo nelle aree vocate. Qui due conteggi annuali in occasione delle concentrazioni invernali legati alla stagione riproduttiva hanno permesso per la prima volta di mappare la distribuzione e la consistenza della neo-popolazione adamellina.

TRA LE MINACCE BRACCONAGGIO E CAMBIAMENTI CLIMATICI

Il numero di animali è ancora molto modesto rispetto alle aspettative e le ragioni possono essere diverse: il bracconaggio sembra essere il principale fattore limitante, sebbene non ci siano riscontri oggettivi recenti. Le notevoli distanze di sicurezza alle quali si tengono gli animali – insolite per la specie dove viene rispettata – lasciano però supporre che i fenomeni di prelievo illegale riscontrati nelle prime fasi successive ai rilasci siano proseguiti nel tempo. Il progressivo indebolimento dei corpi di vigilanza (CFS e Polizia Provinciale) voluto dal governo certamente non migliorerà una situazione che sembra già fuori controllo.

Altre minacce sono costituite dalla locale competizione con erbivori domestici (spesso abbandonati in montagna e dunque pericolosi nel caso di capre domestiche anche per l’ibridazione), i cambiamenti climatici (con uno sfasamento tra il periodo di nascita dei capretti e il i mutati calendari floristici) e la modesta variabilità genetica dei fondatori, essendo in generale tutti gli stambecchi presenti sulle Alpi la discendenza di meno di 100 animali sopravvissuti nel territorio dell’attuale Parco Nazionale del Gran Paradiso all’inizio dell’Ottocento.

Per ulteriori informazioni: www.uomoeterritoriopronatura.itwww.nelleterredellorso.itwww.centrofaunisticoadamello.it

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