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26 giugno 2009

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UNESCO – DOLOMITI PATRIMONIO DELL’UMANITA’ Annibale Salsa: un’eccezionale opportunità, non un vincolo

Il rifugio Locatelli alle Tre cime di Lavaredo - Fonte: Wikimedia CommonsE’ ufficiale: da oggi, con voto unanime da parte dei 21 componenti del “World Heritage Committee” riuniti a Siviglia, le Dolomiti sono ufficialmente inserite nella lista del Patrimonio Universale dell’Umanità Unesco. Alla proclamazione era presente la delegazione italiana guidata dall’ambasciatore all’Unesco Giuseppe Moscato e dal ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo.

Le Dolomiti diventano il secondo sito naturale Unesco dell’Italia dopo le isole Eolie. La notizia – che peraltro non ha ricevuto fin’ora dai media una particolare visibilità – è stata accompagnata dalle prime dichiarazioni ufficiali: innanzitutto quella del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che ha definito questo riconoscimento “una grande opportunità di crescita ed una grande vittoria dell’Italia, un Paese che possiede uno straordinario territorio che va valorizzato, certamente con il contributo delle realtà locali, senza imporre scelte da parte del Governo nazionale”.
E Reinhold Messner, che si è detto felice: “Un sogno cullato da tanto tempo e che trova realizzazione”. “Le Dolomiti, riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco non si limitano soltanto all’Alto Adige ma comprendono le Province di Bolzano, Trento, Belluno, Pordenone e Udine”.

MountainBlog ha raggiunto telefonicamente il Presidente Generale del CAI Annibale Salsa, il quale ha sottolineato la valenza di questo riconoscimento, che “va visto innanzitutto come un’eccezionale opportunità di valorizzazione dell’ambiente montano e della sua specificità, e non come vincolo“. Quanto ad una candidatura anche delle Alpi allo stesso riconoscimento – ipotesi avanzata dal ministro Prestigiacomo – Salsa ha rilevato come – pur vedendo positivamente questa possibilità – si tratti però di un processo ancora più complesso, per la vastità del territorio interessato ma soprattutto per la presenza di estese zone inurbate ed industrializzate, cosa che potrebbe anche comportare uno snaturamento del significato di tale iniziativa.

Ma cosa significa esattamente che le Dolomiti diventano Patrimonio Universale dell’Umanità Unesco? Ecco di seguito alcuni approfondimenti (fonte ANSA).

L’area di territorio interessata

Nove gruppi dolomitici per un’ estensione complessiva di 142 mila ettari, cui si aggiungono altri 85 mila ettari di ‘aree cuscinetto’, per un totale di 231 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine: questo il nuovo patrimonio dell’ umanita’ sancito dall’Unesco oggi a Siviglia. Fanno parte il gruppo formato da Pelmo e Croda da Lago, situati in Veneto, tra Cadore, Zoldano e Ampezzano; del massiccio della Marmolada, posto fra Trentino e Veneto e comprendente la cima piu’ alta delle Dolomiti (3.343 metri) e il ghiacciaio piu’ significativo; il gruppo formato dalle Pale di San Martino, Pale di San Lucano e Dolomiti Bellunesi, per lo piu’ in territorio veneto ma anche trentino; il gruppo formato dalle Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave, le piu’ orientali, suddivise fra le province friulane di Pordenone e Udine; le Dolomiti Settentrionali, situate fra Alto Adige e Veneto e comprendenti i frastagliati Cadini, le candide Dolomiti di Sesto, le austere Dolomiti d’Ampezzo, le lunari Dolomiti di Fanes, Senes e Braies; il gruppo Puez-Odle, tutto in territorio altoatesino, oggi splendido parco naturale; il gruppo formato dallo Sciliar, dal Catinaccio e dal Latemar, a cavallo fra Alto Adige e Trentino; le Dolomiti di Brenta, le piu’ occidentali, dove vive ancora l’orso bruno, tutte in territorio trentino; il Rio delle Foglie, uno straordinario canyon, unico al mondo, le cui stratificazioni rocciose dei piu’ diversi colori e gli innumerevoli fossili di animali preistorici permettono di ‘leggere’ come in un libro aperto la storia geologica della Terra.

I prossimi passi istituzionali: la Fondazione

Sara’ la futura Fondazione ”Dolomiti – Dolomiten – Dolomites – Dolomitis Unesco Foundation” il soggetto unitario di coordinamento interistituzionale per la gestione delle politiche di conservazione e valorizzazione dei valori del Patrimonio Universale. E’ Mauro Gilmozzi, assessore all’Urbanistica della Provincia autonoma di Trento a scandire l’agenda dei prossimi impegni, gia’ a Siviglia subito dopo la proclamazione delle Dolomiti a sito naturale tutelato dall’Unesco. ”Ora abbiamo 18 mesi di tempo per dare attuazione agli impegni presi – spiega Gilmozzi – in particolare dobbiamo rendere operativa la fondazione e definire i piani di gestione di settore dei vari territori. Il piano di gestione generale gia’ c’e’ ma ora dobbiamo articolarlo sui vari territori e dimostrare che la candidatura delle Dolomiti non e’ piu’ solo un’idea ma diviene un fatto concreto”. Circa l’operativita’ della fondazione Gilmozzi propone una sede itinerante. L’idea e’ quella di una fondazione policentrica con la sede che si sposta di regione in Regione, di Provincia in Provincia, in base a chi ne avra’ la presidenza in quel momento. Analoga formula, Gilmozzi la ipotizza per la struttura: una rete policentrica tra osservatori, musei, luoghi di ricerca scientifica e di formazione.

  • giuseppe

    povere dolomiti questa non ci voleva proprio , il patrimonio doveva anche essere culturale per salvaquardarle veramente, buon lavoro a tutti i consumaturi di suolo e a tutti gli immobiliaristi che potranno vendere appartamenti con splendida vista sul patrimonio naturale dell’umanità

  • Gian Franco

    abito vicino al mare in Sardegna ma, avendo vissuto a Belluno per vari periodi, amo le Dolomiti più della mia terra e sono convinto che dovrebbero essere più rispettate a prescindere da questi riconoscimenti che secondo me servono in gran parte a richiamare comitive chiassose che del silenzio delle montagne sanno ben poco su come apprezzare tutto ciò. appena posso scappo sempre per immergermi nel silenzio divino e sublime delle dolomiti bellunesi e in quelle della Carnia (Erto e Casso, Cimolais, val Montanaia ecc.). Non finiro mai di amare quei posti ormai a me familiari come le loro genti.
    EVVIVA LE MONTAGNE E IL LORO RISPETTO ASSOLUTO DA PARTE NOSTRA.
    Gian Franco

  • Stefano

    Sono un amante della montagna, in modo particolare delle dolomiti. Mi sorprende che le dolomiti siano entrate a far parte del patrimonio dell’umanità solo da ora. Sono il monumento più grande e più affascinante del mondo, come mai nessuno se ne era accorto prima? Non lo so se questo riconoscimento farà più bene o più male a queste meravigliose montagne. E’ altresì vero che se si vuole valorizzare questo prezioso bene che la natura ci ha regalato, bisogna iniziare a farle conoscere. Non serve a niente e a nessuno tenerle nascoste, si corre il rischio di cercare il bello altrove, quando invece basta guardare poco più in là del nostro balcone di casa per scoprire il sublime. Un giorno sono entrato in un negozio dove vi era esposta sulla parete una gigantografia delle meravigliose Tre Cime di Lavaredo e un signore, entrando, ha esclamato: “Che bella quella immagine del Grand Canyon”. Forse, sarebbe meglio far conoscere prima di tutto a noi stessi il tesoro ambientale che possediamo e il fatto della proclamazione delle Dolomiti a “Patrimonio dell’Umanità” potrebbe essere il trampolino di lancio per una presa di coscienza popolare sul grande valore di ciò che abbiamo sotto mano.