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14 maggio 2013

in evidenza · Insight · Trento Film Festival 61 · Trento Film Festival 61 - News · experience · Interviste · interviste video · Trento Film Festival · TrentoFestival · Insight · Festival ed Eventi Cinematografici

VIAGGIO ATTRAVERSO IL 61° TRENTO FILM FESTIVAL

Un evento come il Trento FilmFestival è un catalizzatore di storie: per dieci giorni Trento diventa crocevia e punto di incontro di chi queste storie le ha vissute e le racconta in prima persona, attraverso immagini, incontri, scritture, cinema, musica. L’elemento comune sono gli spazi aperti, l’outdoor, la montagna e la natura, a volte incontaminata e selvaggia, altre volte antropizzata e segnata dalle vicende umane, e in questo caso diventa spesso protagonista anche il lato sociale di queste storie.

Anche quelli della 61^ edizione del Trento FilmFestival, dunque, sono stati dieci giorni di narrazione intensa, e come nei due anni precedenti, lo staff di Mountainblog ci si è immerso a tempo pieno con l’intento di riportarne alcune testimonianze: l’event blog che abbiamo realizzato ospita così 24 interviste video la cui visione offre –  più che la completezza di un catalogo di eventi e di ospiti – la ricchezza di un viaggio attraverso le impressioni, i volti e la viva voce dei protagonisti incontrati.

C’è l’energia di un Mauro Corona che diventa sempre più esplicito, finanche duro, nell’esprimere la sua visione della vita, e il commento pacato di un reporter come Giorgio Fornoni, che questa energia ha saputo raccontarla.

Ci sono le testimonianze e le riflessioni di due grandi climber che a Trento si sono incontrati partendo dall’esperienza di due generazioni diverse, Adam Ondra con il racconto del suo docu-film Change, e Maurizio “Manolo” Zanolla, che quest’anno – dopo il successo lo scorso anno come protagonista di “Verticalmente demodè” – era uno dei giurati chiamati a valutare i film in concorso.

La linea del grande alpinismo, attuale o “di memoria”, è stata tracciata anche dagli incontri con il britannico Mick Fowler – impiegato governativo capace di mettere a segno imprese tali da fare invidia ad un alpinista professionista – lo slovacco Igor Koller – premio SAT quest’anno – il Piolet d’Or alla carriera Kurt Diemberger, ed Elio Orlandi, oggi anche scrittore e filmmaker.

L’alpinismo dolomitico è stato protagonista della chiacchierata con la giovane guida alpina Alessandro Beber, ideatore del progetto “doloMITICHE” e protagonista di una delle serate più affollate del Festival.

I temi del rapporto tra bellezza, armonia, arte e montagna, sono stati in vario modo le ispiratori degli incontri con Pupi Avati – inatteso ospite “fuori programma” – Philippe Daverio, Erri De Luca, mentre la scienza – con l’inaugurazione del nuovo MUSE di Trento – è la protagonista dell’incontro con Michele Lanzingher.

Abbiamo poi raccontato il “nuovo” Premio ITAS, attraverso le parole del presidente di giuria Enrico Brizzi, e i 150 anni del CAI intrecciati con la storia d’Italia, insieme a Maurizio Nichetti, al presidente generale del CAI Umberto Martini e al presidente del Trento Filmfestival Roberto De Martin.

Ed ancora: la memoria lucida di una vita straordinaria – quella di Rolly Marchi; l’esperienza storica ma ancora attiva del fondatore delle guide Lonely Planet Tony Wheeler; il magico mondo dei Giauli con lo scultore Mauro Olivotto “Lampo”; il viaggio attraverso le immagini e i colori delle foto di Mario Verin; la montagna nella comunicazione commerciale attraverso le considerazioni di Riccardo Robiglio e Gianni Giovine della Leo Burnett; lo scialpinismo agonistico di punta con i vincitori della Coppa delle Dolomiti Matteo Eydallin e Francesca Martinelli; la storia di una transumanza invernale che diventa road movie nel film di Manuel Von Sturler; le new tendencies suggerite dal progetto di Luca Albrisi e dello staff di Pillow Lab; per concludere con i relatori ospiti del forum “Quo CLIMBis?“, tenutosi domenica 5 maggio a Castel Firmian con l’organizzazione di Reinhold Messner, e le loro riflessioni sul futuro degli alpinisti una volta cessata l’attività di vertice, tra professionismo e necessità di assicurarsi indipendenza economica e libertà di azione.

Non mi resta che augurarvi buon viaggio, un viaggio intenso e denso di suggestioni come è stato quello che abbiamo fatto noi di Mountainblog nel realizzare queste interviste, per le quali ringrazio i compagni di questa avventura: Simonetta Quirtano, redazione e ufficio stampa, Tommaso Brentari e Matteo Menapace, riprese video ed editing, Sergio Scaccabarozzi, consulenza commerciale. Infine un ringraziamento anche allo staff del Trento FilmFestival e al suo ufficio stampa, oltre che al supporto che ci ha dato Lowa Italia.

Andrea Bianchi – Mountainblog.it

 

 

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