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23 Marzo 2026

Hiking e Trekking · Walking · Travel · Nepal · Resto del Mondo · Viaggia con Carlo

Video – Makalu Base Camp: il trekking
più selvaggio del Nepal.

Nel cuore del Nepal orientale, ai piedi del Makalu – la quinta montagna più alta del mondo (8.485 metri) – esiste uno dei trekking più selvaggi dell’Himalaya. Un itinerario lontano dalle rotte più comuni dove la montagna è ancora autentica e incredibilmente affascinante. Prima di partire per la prossima spedizione organizzata da Viagga con Carlo, vi invitiamo ad assaporare l’esperienza attraverso il diario di bordo di Matteo Peroni. Oggi presentiamo la prima parte; la seconda sará online da domani, martedí 24 marzo 2026. Buona lettura!

Giorno 1 | Kathmandu / Italia

L’avventura inizia all’aeroporto di Milano Malpensa. Cappuccino e brioche al pistacchio per colazione, zaino sulle spalle e tanta emozione che cresce a dismisura.
Incontro i miei compagni di viaggio: volti nuovi, storie diverse, ma tutti con lo stesso obiettivo. Il primo volo ci porta a Istanbul. Cerco il mio posto sull’aereo, mi siedo e guardo fuori dal finestrino.A Istanbul il tempo scorre tra caffè, qualche chiacchiera e l’incontro con Carlo, fondatore del tour operator Viaggia con Carlo. Poi una birra con una compagna di viaggio. Check-in, imbarco, cena a bordo e un’altra birra in compagnia prima di addormentarci.

 

Giorno 2 | Kathmandu

Arriviamo a Kathmandu molto presto. Dal finestrino vedo il cielo tingersi di rosso sopra la valle. La catena dell’Himalaya è ancora nascosta dalle nuvole, ma si percepisce già la sua presenza.
Ad accoglierci ci sono i collaboratori locali che ci accompagnano verso il centro città. La nostra prima colazione in Nepal ha un sapore particolare: siamo stanchi e un po’ frastornati dal viaggio, ma anche curiosi di scoprire cosa ci aspetta. Kathmandu è un caos affascinante. Motorini, clacson, templi, odori di spezie e tante, ma tante persone. Facciamo un veloce tour della città con una guida locale e poi ci fermiamo a pranzo. “Oggi indiano” dice la guida. Nel pomeriggio raggiungiamo il Tempio di Swayambhunath. Scale infinite, scimmie ovunque e una vista spettacolare sulla città.
La sera arriva molto in fretta: una cena abbondante e succulenta, qualche risata in compagnia (e altra birra 😉). Poi, me ne vado in camera, sono intimorito, cerco di capire cosa sta succedendo intorno a me e mi auguro il meglio per il giorno seguente dove partiremo per il Makalu Base Camp.

 

Giorno 3 | Kathmandu / Tumlingtar – Num

Dopo colazione lasciamo Kathmandu e ci dirigiamo in aeroporto con Khrisna Lama, la guida e Kanxa Tamang, assistente trekking, per prendere un breve volo diretto verso Tumlingtar. Dal finestrino intrevedo il profilo dell’Everest, la montagna più alta della Terra con i suoi 8.848 metri. Atterriamo e la prima sorpresa è il caldo: 32 gradi. Difficile credere che tra pochi giorni cammineremo tra neve e ghiaccio. Da qui saliamo su alcune jeep che ci portano fino a Num, punto di partenza del trekking. Dormiamo in un lodge semplice ma accogliente, un incrocio tra un bivacco spartano e un rifugio d’alta quota vecchio stile. Ovviamente più in su andremo, più il comfort sarà inferiore, ma a noi non importa!
Per finire la serata in bellezza, Khrisna ci ha dato qualche dritta: ci sono 14 cime nel mondo che sono alte più di 8.000 mt: in Nepal ce ne sono 8, in Pakistan 5, in Tibet 1. E ora… a letto, con la consapevolezza che il vero viaggio inizia domani.

 

Giorno 4 | Num – Tashigaon

Il trekking parte ufficialmente da qui, da Num (1.500 m). La prima giornata è lunga: circa 7 ore di cammino fino a Tashigaon (2.100 m). All’inizio il sentiero scende ripido verso il fiume. Sentiamo il rumore dell’acqua farsi sempre più vicino,  superiamo un ponte sospeso e iniziamo la prima vera salita. Fa caldo, l’aria è umida e il sentiero attraversa villaggi e campi coltivati. Ci fermiamo a pranzo a Seduwa: piatti semplici, ma davvero ottimi. Lungo il cammino incontriamo molti abitanti locali. Qui, ogni sorriso è una piccola carica di energia. Khrisna ci avvisa: Num è stato l’ultimo insediamento umano. Dopodiché incontreremo solo piccolissimi lodge fino ad arrivare al Makalu Base Camp. Arriviamo a Tashigaon stanchi ma felici. Il trekking è appena iniziato. Dopo i primi giorni di cammino, il trekking verso il Makalu Base Camp inizia a mostrare il suo vero volto. Il dislivello aumenta e l’ambiente cambia lentamente. Ci avviciniamo a paesaggi sempre più alpini.

 

Giorno 5 | Tashigaon – Khongma

Lasciamo Tashigaon di buon mattino. Oggi ci aspetta una giornata molto impegnativa: si sale costantemente fino ai 3.500 m di Khongma. Il sole ci accompagna fin dall’inizio e il sentiero si arrampica nel cuore del Makalu-Barun National Park. Il ritmo è lento, ma costante. La salita è continua e il respiro si fa più corto man mano che guadagniamo quota. A metà percorso raggiungiamo Danda Kharka, a circa 2.900 m. Ci fermiamo per pranzo, circondati da una nebbia leggera che avvolge il paesaggio. Dopo la pausa riprendiamo il cammino per l’ultimo tratto di salita. Le gambe sono stanche, ma quando arriviamo al lodge una tisana calda e il calore della stufa rimettono subito tutto in ordine. La sera tagliamo un po’ di legna per alimentare il fuoco e per meritarci la cena 😉. Domani, dice Khrisna, dovremmo iniziare a vedere qualche montagna.

 

Giorno 6 | Khongma – Dobate

Oggi saliremo ancora, fino a Shipton La (4.250 m), per poi scendere fino a Dobate (3.857 m). È una strategia fondamentale per l’acclimatamento. Dopo giorni di trekking, in tutta onestà i 4.250 m iniziano a farsi sentire. La neve inizia a comparire lungo il percorso, a tratti compatta, a tratti più morbida. A queste quote ogni movimento richiede più energia. Il respiro si fa corto e si sente chiaramente l’effetto. Raggiungiamo il passo tra nuvole e vento. Qualche fotografia e poi iniziamo la discesa. Ci fermiamo a Keke La, a 4.193 m, prima di continuare il nostro cammino verso Dobate. Arriviamo alla guesthouse nel pomeriggio. Abbiamo un po’ di tempo per riposarci, poi cena e qualche chiacchiera davanti alla stufa. Questa routine mi sta piacendo parecchio, mi ci sto abituando.

 

Giorno 7 | Dobate – Yangle Kharka

Oggi il trekking scende fino a Yangle Kharka a circa 3.600 m. Dopo circa 4 ore di cammino raggiungiamo Phematang (3.494 m), dove ci fermiamo per una pausa con una tazza calda tra le mani e un piatto di cibo fumante. Il meteo continua a essere capriccioso: pioggia e nuvole ci accompagnano spesso, ma ormai abbiamo imparato a conviverci. Arrivati a Yangle Kharka, Khrisna ci presenta i portatori che stanno rendendo possibile questa spedizione. Senza di loro nulla sarebbe davvero possibile. La sera non manca mai una birra in compagnia. Esco un momento dal lodge e alzo lo sguardo: il cielo è pieno di stelle. Un cielo così limpido che sembra quasi irreale. E chi sono io per non prendere subito in mano la macchina fotografica e fare qualche scatto notturno? Poi anche noi andiamo a dormire. Domani ci avvicineremo ancora di più alla nostra meta finale.

 

A quando la prossima spedizione?

La prossima partenza di questo viaggio è prevista per il 4 aprile, il rientro il 3 maggio 2026.

ITINERARIO E PROGRAMMA DI VIAGGIO

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Per info e prenotazioni: Viaggia con Carlo

 

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