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14 Agosto 2026

Insight

Monte Bianco, cadute di pietre e rifugi chiusi: situazione di particolare attenzione

Il sindaco di Saint-Gervais ha chiuso i rifugi di Tête Rousse e Goûter dopo una serie di distacchi lungo la via normale francese. Il 12 agosto 32 alpinisti hanno chiesto di essere riportati a valle; il 13 agosto un aspirante guida è morto colpito da una caduta di pietre in un’altra zona del massiccio.

Il versante francese del Monte Bianco è alle prese con una situazione di particolare attenzione a causa delle frequenti cadute di pietre. L’11 agosto il sindaco di Saint-Gervais-les-Bains, Jean-Marc Peillex, ha disposto la chiusura dei rifugi Tête Rousse e Goûter, lungo la via normale francese, dopo diversi distacchi rocciosi verificatisi in particolare nel Couloir du Goûter.

La decisione è arrivata dopo ulteriori episodi di caduta di pietre, tra cui un distacco significativo registrato l’11 agosto. Le compagnie delle guide di Saint-Gervais, Chamonix e Courmayeur avevano già raccomandato di non intraprendere l’ascensione o di tenere conto dell’elevato rischio legato alle scariche di roccia.

Rifugio Gouter

Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0

32 alpinisti al Goûter

La chiusura ha coinvolto anche 32 alpinisti che avevano raggiunto il rifugio Goûter prima dell’entrata in vigore del provvedimento. La mattina del 12 agosto il gruppo ha chiesto di essere riportato a valle con un elicottero della Protezione civile o della Gendarmeria.

Il sindaco ha però ritenuto che non ci fossero le condizioni per un intervento di emergenza: secondo Peillex, le condizioni del Couloir du Goûter erano tornate temporaneamente più calme e la discesa poteva essere affrontata. L’evacuazione gratuita con i mezzi di soccorso pubblici non è quindi stata autorizzata.

Alcuni degli alpinisti hanno successivamente scelto di scendere con un elicottero privato, pagando personalmente il volo, mentre altri hanno affrontato la discesa a piedi. La vicenda ha alimentato un confronto sul funzionamento dei soccorsi in montagna e sulla responsabilità individuale degli alpinisti.

Un alpinista muore all’Aiguille du Génépi

Il 13 agosto, mentre la situazione sulla via normale francese restava sotto osservazione, un altro grave incidente ha colpito il massiccio del Monte Bianco. Un alpinista francese di 31 anni, aspirante guida, è morto dopo essere stato colpito da una caduta di pietre nella zona dell’Aiguille du Génépi, a circa 3.263 metri di quota, sopra il rifugio Albert-Ier, nel territorio di Chamonix. L’incidente è avvenuto quindi in una zona diversa rispetto al Couloir du Goûter e alla via normale interessata dalla chiusura dei rifugi.

La tragedia evidenzia tuttavia quanto il problema delle cadute di pietre interessi in questa fase diverse aree del massiccio. Le condizioni di caldo e siccità hanno contribuito a rendere particolarmente delicata la situazione, con una frequenza crescente dei distacchi segnalata lungo alcuni itinerari.

 

rifugio tete-rousse

Rifugio Tete Rousse – Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0

Via normale chiusa: prudenza e informazioni aggiornate

La chiusura di Tête Rousse e Goûter non significa che l’intero massiccio del Monte Bianco sia interdetto. Il provvedimento riguarda i due rifugi e, di fatto, l’accesso alla via normale francese nella situazione attuale. Per chi programma un’ascensione sul versante francese è quindi fondamentale verificare prima della partenza le condizioni dell’itinerario, l’apertura dei rifugi e le eventuali ordinanze delle autorità locali. In presenza di una chiusura o di indicazioni che sconsigliano l’ascensione, la scelta più prudente è rinunciare all’itinerario interessato.

La sequenza degli ultimi giorni restituisce il quadro di un Monte Bianco particolarmente delicato in questa fase dell’estate.

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