L’ambassador LOWA Marc Toralles, insieme a Bru Busom e Rubén Sanmartín, riceve il più prestigioso riconoscimento internazionale dell’alpinismo per la prima salita di una nuova via sulla parete est dello Yerupajá (6.634 m), nelle Ande peruviane.
Settembre 2026
Marc Toralles ha scritto una pagina importante della storia dell’alpinismo spagnolo conquistando, insieme ai compagni di cordata Bru Busom e Rubén Sanmartín, il primo Piolet d’Or mai assegnato a una salita spagnola. Il riconoscimento premia la prima salita di L’essència del compromís (The Essence of Commitment) (6c+, M6+, 95°), la nuova via aperta dal trio sulla parete est dello Yerupajá (6.634 m). Considerato il più prestigioso riconoscimento dell’alpinismo mondiale, il premio è stato annunciato nell’ambito dell’edizione 2026, insieme ad altre salite di rilievo nel Karakorum pakistano e nell’Himalaya nepalese.
Lo Yerupajá Grande (6.634 m) è la seconda vetta indipendente più alta del Perù e il punto culminante della Cordillera Huayhuash. Sebbene sia stato scalato per la prima volta nel 1950, la difficoltà delle vie che conducono alla cima ha fatto sì che, nel corso dei decenni, le ascensioni siano state pochissime: prima del 2025, l’ultima salita conosciuta potrebbe risalire addirittura al 2014.
In questo contesto, il team si è posto un obiettivo particolarmente ambizioso: scalare lo sperone e la cresta est e, una volta raggiunta la vetta principale, proseguire in traversata verso lo Yerupajá Sur, per poi scendere lungo la parete sud-est.
Prima di affrontare la parete, gli alpinisti si sono acclimatati nella Cordillera Blanca e, dal campo base situato a 4.900 metri, hanno studiato la linea di discesa, utilizzando un drone per individuare il percorso più sicuro attraverso un ghiacciaio fortemente crepacciato.
La salita è iniziata nei pressi del margine sinistro della parete, seguendo una linea inclinata verso destra che alternava tiri su roccia fino al 6c+ a sezioni di ghiaccio e terreno misto, con difficoltà fino a WI5 e M6+, prima di collegarsi alla cresta est e raggiungere il primo bivacco.
Da lì sono serviti quasi tre giorni per arrivare in vetta, superando un terreno in gran parte non graduabile, caratterizzato da ghiacciai sospesi, funghi di neve e strapiombi di ghiaccio, con possibilità molto limitate di piazzare protezioni affidabili. Una volta raggiunta la cresta, i tre si sono resi conto che l’attrezzatura a disposizione non sarebbe stata sufficiente per calarsi in doppia lungo l’intera via appena percorsa: l’unica possibilità di ritirata era quindi proseguire fino alla vetta.

Il quinto giorno hanno attraversato la cresta di collegamento, lunga circa 600 metri e ricoperta da enormi formazioni nevose, raggiungendo entro mezzogiorno lo Yerupajá Sur (6.480 m). Da qui hanno affrontato una lunga serie di doppie lungo la parete sud-est, riuscendo a rientrare al campo base nella stessa giornata e completando così la prima traversata integrale della montagna da est.
La giuria ha sottolineato la capacità del team di continuare ad aprire itinerari audaci nell’emisfero meridionale, dimostrando come siano ancora possibili avventure di altissimo livello al di fuori dell’Himalaya. Ha inoltre elogiato l’estremo impegno richiesto dall’ascensione: una volta raggiunta la cresta superiore, non esisteva più una possibilità realistica di ritirata e le probabilità di soccorso erano minime. Un’impresa affrontata con uno stile eccellente, in cui la preparazione meticolosa si è rivelata decisiva.
Nato a Barcellona nel 1982 e guida alpina certificata UIAGM/IFMGA, Marc Toralles ha costruito la propria carriera concentrandosi su itinerari impegnativi e raramente ripetuti, affrontati in stile alpino. Nelle Alpi il suo curriculum comprende le pareti nord delle Grandes Jorasses, delle Droites e dell’Eiger; in Patagonia, salite come quella al Cerro Torre lungo la via Ragni; mentre nelle Ande peruviane ha raggiunto vette come Alpamayo, Huantsán e Jirishanca.

Nel 2019 ha effettuato la prima ripetizione in stile alpino dello sperone sud del Tengi Ragi Tau (6.660 m), in Nepal. Da anni condivide la cordata con Bru Busom, con cui ha firmato anche imprese come la ripetizione della Slovak Direct sulla parete sud del Denali nel 2019.
Non è la prima volta che il nome di Toralles compare ai Piolets d’Or. Nel 2023 aveva ricevuto una doppia nomination: per la prima salita di Txoria Txori sulla vetta inviolata del Guillem Aparicio, nell’Himalaya indiano, e per la parete est del Siula Grande, quest’ultima insieme a Bru Busom.
Dopo quelle nomination, è stato lo Yerupajá a portargli finalmente il premio, oggi il più importante riconoscimento della sua carriera alpinistica.
INFO: LOWA





