Una delle chiavi che possono aprire le porte di un’esperienza in quota segnata da prudenza e consapevolezza, è la capacità di adattare il proprio comportamento e le proprie scelte alle trasformazioni che la montagna sta subendo in questi anni, a partire da alcuni punti fermi che sono ben codificati nelle campagne di comunciazione «Prudenza in montagna» e «Montagna consapevole» ideate rispettivamente nelle province di Trento e di Belluno e a cui la Fondazione Dolomiti Unesco collabora attivamente sin dalle prime fasi.
ASPETTI DA NON SOTTOVALUTARE
Due piccoli esempi legati al meteo che ha caratterizzato fino a ora l’estate 2026: i fenomeni atmosferici improvvisi e violenti che hanno compromesso la fruibilità di alcuni sentieri e richiesto talvolta interventi di soccorso per portare in salvo escursionisti bloccati in quota, impongono anche ai più esperti di porre grande attenzione alle previsioni meteo, all’informazione puntuale sull’apertura dei sentieri e, nel caso, all’eventualità di rinunciare all’escursione. Le alte temperature registrate in quota, richiedono al contempo di valutare con molta attenzione le proprie condizioni fisiche e la quantità d’acqua a disposizione prima di mettersi in cammino, di pianificare la giornata tenendo conto che allo sforzo dovuto allo sviluppo e al dislivello, potrebbe aggiungersi quello indotto dalle temperature elevate, senza però dimenticare di portare nello zaino l’abbigliamento caldo e antipioggia, perché il meteo può cambiare rapidamente.
DUE CAMPAGNE PER UN UNICO SCOPO
Sono solo due esempi che denotano la necessità di interpretare il cambiamento, ma sono decine i consigli disponibili in rete grazie ai progetti «Prudenza in montagna» e «Montagna consapevole», che hanno avuto il merito, tra le altre cose, di individuare un linguaggio comune tra i vari enti che si occupano di montagna: nel primo caso la Fondazione Dolomiti UNESCO, l’Associazione Rifugi del Trentino, la SAT, il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino, il locale Collegio delle Guide Alpine, il Collegio Provinciale Maestri di Sci del Trentino e le Forze dell’Ordine coordinati da Visit Trentino; nel secondo caso il Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi, le Guide Alpine del Veneto, le Fondazione Dolomiti UNESCO, la Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi, l’Associazione dei Gestori dei Rifugi Alpini del Veneto, l’Ulss 1 Dolomiti e la Provincia di Belluno che ha coordinato il tavolo di lavoro nell’ambito della Rete della Promozione del Turismo Sostenibile della Fondazione Dolomiti UNESCO, sviluppando il progetto «Montagna consapevole» a partire dalla buona pratica trentina «Prudenza in montagna».
INFO: Dolomiti Unesco

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