
Le precipitazioni hanno ridotto l’intensità del rogo sul Monte Amariana e sul Cuel Feltron. Restano le operazioni di bonifica, mentre iniziano le valutazioni sui danni alla vegetazione e sui possibili effetti sui versanti.
Dopo oltre dieci giorni di incendio, la situazione sul Monte Amariana e sul Cuel Feltron, sopra Amaro, è entrata in una fase di netto miglioramento. Le precipitazioni hanno ridotto l’intensità del rogo, ma non hanno coinciso con la fine delle operazioni: restano infatti attività di controllo e bonifica, mentre sulla montagna inizia la valutazione delle conseguenze dell’incendio.
Il 18 agosto erano ancora state individuate cinque fumarole e le squadre forestali lavoravano lungo il perimetro dell’area interessata. Ieri il fumo risultava fortemente diminuito, ma proseguivano i controlli e gli interventi con i mezzi aerei, compresi elicotteri e Canadair. Le piogge hanno quindi contribuito a rallentare il rogo, ma l’attenzione resta alta. Il passaggio successivo è quello della verifica delle aree colpite e della messa in sicurezza del territorio.

Monte Amariana dopo l’incendio. Foto di Andrea Bianchi
Dopo il fuoco, la fase più delicata
Le prime osservazioni mostrano aree boschive profondamente interessate dalle fiamme, con danni differenti a seconda delle specie e delle porzioni di vegetazione raggiunte dal fuoco. In particolare, dove le fiamme hanno interessato le chiome di pini e faggi, le possibilità di sopravvivenza degli alberi possono essere ridotte.
Un altro aspetto riguarda la stabilità dei terreni. Dopo un incendio, la pioggia rappresenta un elemento da monitorare sui versanti colpiti e rende necessarie verifiche anche nella fase successiva allo spegnimento. Si tratta di un passaggio particolarmente importante in un territorio frequentato da escursionisti e appassionati di montagna. Per questo, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza, è fondamentale attenersi alle eventuali indicazioni delle autorità e non accedere alle aree interessate dal rogo. Anche la fauna dovrà essere valutata. Le conseguenze dell’incendio non riguardano infatti soltanto la vegetazione, ma l’intero ecosistema coinvolto dal passaggio delle fiamme.

Il Monte Amariana, sopra Amaro, in Carnia. Foto: Luitold / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.
Una Carnia ancora sotto osservazione
Il quadro dell’Amariana si inserisce in un’emergenza più ampia che nei giorni scorsi ha interessato diversi settori della Carnia e del Friuli Venezia Giulia. Anche a Chiusaforte e Moggio Udinese sono stati segnalati incendi, seppure con situazioni in progressivo miglioramento.
Sul Monte Amariana, intanto, la fase più drammatica sembra avviarsi verso la conclusione. Il temporale del 17 agosto aveva già portato un significativo miglioramento, mentre il 18 il rogo risultava sotto controllo, pur restando attivo.
Per chi vive e frequenta la Carnia, l’attenzione passa ora dalla lotta alle fiamme alla sicurezza dei versanti, al monitoraggio del territorio e alla valutazione dei danni ambientali. Il fuoco può essere quasi spento, ma ovviamente gli effetti di un grande incendio in montagna possono durare molto più a lungo.
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