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29 Settembre 2026

Nick Pescetto e la fine di questo piccolo grande viaggio

Care amiche e amici,
ultima intervista a Nick: quarta di quattro parti. Che dire? …è stato un viaggio quasi estatico, attraverso anima e spiriti, ere, luoghi, pensieri e tempo. Spero che abbia rappresentato per voi, lo stesso momento senza dimensione e senza orologio, come per me!

Per chi si fosse perso le precedenti puntate:

Nick Pescetto: l’emozione dei cinque elementi (parte 1 di 4)

Nick Pescetto: di luci, di ombre, di Vita (parte 2 di 4)

Nick Pescetto: sci, yoga, arte e il suono della mente (parte 3 di 4)

Ed eccoci qui con Nick Pescetto e la fine di questo piccolo grande viaggio

MTB in volo

Nei tuoi video ho visto anche un certo amore per le spire di fumo, che siano per ricordi di paesi d’oriente oppure effetti ottici relativi alla MTB. Esiste un profumo in particolare che ami e che ti riporta a qualche ricordo come una macchina del tempo?

Bella questa osservazione!
Il fumo del fieno che brucia a Sumatra, nel caldo torrido; il fumo degli incensi mattutini di Bali; il fumo della spazzatura bruciata in Asia; il fumo degli scooter nel caos di Bali; il fumo dei tappeti marocchini; il fumo dei piatti asiatici fritti in ogni modo; il fumo dei vulcani di Java che nel 2015 mi hanno accompagnato in avventure incredibili; il fumo che annebbia la nostra visione…
In effetti, è molto mistico per me!

Recentemente ti ho sentito affermare che nei video non vuoi più mostrare solo il bello. Si tratta di una sorta di verismo, una fase della tua arte? Cosa ci racconti e cosa consigli a un videomaker?

Sicuramente l’ho riportato recentemente, però è qualcosa che faccio già da molto tempo: non mostro solamente il bello, ma anche il mio punto di vista, vivendo quell’esperienza, che può essere bella o meno.
Nel mio progetto di personal branding, Evolve, dove aiuto le persone a comunicare sui social, invito sempre le persone a condividere il proprio parere senza conformarsi a tutto quello che fanno gli altri.
Ormai una bella foto la possono fare tutti, ma una foto che esprime un parere personale è molto più difficile da creare.
Un po’ come diceva Bruce Lee: “It’s easy for me to put on a show, to be performative, but to express myself freely, in a natural way, that is very hard to do.”
Dopo dieci anni ho capito quello che voleva dire.

pensieri

Cosa consiglieresti a un giovane teenager che voglia emularti? Cosa dovrebbe fare per realizzare il suo sogno?

Torna a quando eri bambino. Capisci cosa ha iniziato a farti incazzare. Ritorna a quando hai iniziato a prendere una strada per fare contenti gli altri. Ripensa a cosa volevi fare prima che arrivasse la consapevolezza di cosa DOVRESTI fare… e riprendi quella strada che era TUA.
Per fare questo, invito chiunque a intraprendere un percorso di introspezione, iniziando a mettere in dubbio qualsiasi cosa, soprattutto se non sta bene con ciò che sta facendo.
Un’altra cosa: se siete confusi, toglietevi dai social. Non guardate quello che fanno gli altri, non emulatemi. Staccate per almeno una settimana, per capire se quella cosa volevate farla perché veniva da dentro o perché l’avete vista fare dagli altri.
Una passione finta, ma alla moda, è distruttiva.

sci free style

Cosa funziona e cosa non funziona più sui social?

Funziona essere se stessi: portare la propria esperienza, dare valore aiutando gli altri, condividere il proprio punto di vista, avere un parere che non si conforma a quello di tutti, mostrare le difficoltà, parlare di ciò che si sta imparando, trovare un modo di fare unico e personale.
Non funziona cercare solo di diventare virali, conformarsi, competere, voler essere migliori degli altri, pensare solo ai numeri, parlare da esperti quando non lo si è, sentirsi superiori o ostentare.

interviste e verità

Cosa pensi della situazione attuale del mondo?

C’è un divario tra le persone che stanno lavorando su se stesse e arrivando a comprendere il concetto di portare impatto e contributo, e quelle che non stanno facendo questo percorso e sono ancora perse nella confusione del volere sempre di più, del competere e del vivere nella paura di non avere abbastanza.
È un divario tra chi sta cercando di comprendere se stesso e il proprio posto nel mondo e chi continua a cercare fuori di sé qualcosa che gli dia valore, riconoscimento o sicurezza.
E secondo me questo divario è destinato ad aumentare sempre di più.

bio time

Nei tuoi video ti muovi sempre in un modo molto armonioso. Ami ballare? Suoni qualche strumento? Come hai imparato le tue evoluzioni?

Grazie anche per questo complimento. Non suono strumenti, però sono molto attento alla musica e al ritmo.
Non sono un ballerino, però so muovere il corpo. Anzi, se c’è da muoversi, che sia in discoteca, in un club, durante una ecstatic dance o a casa da solo, lo faccio se me la sento.
Non ho nessun tipo di vergogna e so muovere il mio corpo senza avere nessuna base didattica.
Ogni giorno lavoro comunque sul mio corpo, cercando di essere il più fluido e sbloccato possibile, facendo anche mobilità, stretching e lavorando sulla flessibilità.
Mi piacerebbe un giorno imparare a suonare la chitarra, però per quello ho tempo e non è una delle mie priorità del momento.

sci

Hai mai partecipato a gare nelle discipline che conosci così approfonditamente?

Ho fatto gare di sci, una sola gara di bici e anche gare di golf, e ho capito che compararmi con gli altri sulla base della performance o del tempo non faceva assolutamente per me.
Quindi sono contento di aver smesso, e, se potessi tornare indietro, probabilmente ne avrei fatte ancora meno.

Cosa ami del mare?

Il timore che mi trasmette

surf

Che significato ha la vita e quale per te?

Basta guardarsi intorno, specialmente nella natura. Non è chiaro che è tutto un continuo processo creativo del quale, non siamo solo parte, ma siamo anche partecipi? Quindi CREIAMO!!!

real

Christian Roccati
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