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27 Settembre 2026

Nick Pescetto: sci, yoga, arte e il suono della mente (parte 3 di 4)

Care amiche e amici,
qui è sempre il vostro Christian Roccati che vi parla… ma oggi nuovamente solo Chry, perché mi metto seduto attorno al fuoco accanto a voi, per ascoltare insieme i racconti usciti dal cuore e dall’anima di Nick Pescetto, tra sci, yoga, arte e il suono della mente.

Da tanto volevo realizzare questa intervista, che è più un dialogo in amicizia, uno di quelli che ti ricordi nel tempo e racconti di tavola in tavola per anni. Godiamoci quindi la terza parte, in attesa della grande conclusione, la prossima settimana.

MTB e spirito

Com’è la tua giornata tipica?

Non ho giornate tipiche, perché non mi creo routine da seguire. Normalmente, il giorno prima, capisco un po’ come andrà la giornata.
Sicuramente, nella mia “giornata tipica” non mancano mai l’esercizio, il movimento, un momento di silenzio totale e di ascolto con me stesso e la natura, che sia in montagna, al mare o in campagna, possibilmente facendo attività.
Sicuramente creo qualcosa: che sia rispondere a un’intervista, editare un video, postare qualcosa, condividere un commento in una storia, finire un progetto, fare un pitch, mandare un preventivo o organizzare un evento. Per me, tutto questo rientra nella sfera artistica e spirituale, che nutre lo spirito.
Sicuramente, se posso, mi incontro con persone che mi stimolano anche solo a pensare in maniera diversa, o con le quali posso scambiare idee e confrontarmi su altri ambiti.
Solitamente cucino qualcosa di molto semplice e la sera tendo a rilassarmi, finire di creare e leggere un libro.
Faccio di tutto per mantenere un sonno eccellente: quello è la mia priorità. E sono contento di poter dire che dormo benissimo.

sogni sotto le stelle

Hai mai avuto paura durante la creazione di un video, per qualche imprevisto a cui non avevi pensato o per altro motivo?

Durante la creazione di un video non mi viene in mente di avere paura, perché, se ci sono degli imprevisti — cosa che è capitata una miriade di volte — cerco sempre di trovare una soluzione e di circondarmi di un team che la pensa allo stesso modo.
Normalmente, se le persone intorno a me tendono a creare problemi, accampare scuse, avere dubbi o lamentarsi, non rientrano nel mio spazio e le elimino subito. Tendo a circondarmi di persone che trovano sempre soluzioni nell’immediato.
Prima di creare un progetto, sicuramente può esserci un po’ di paura. Penso che sia anche giusto averla, perché poi ti spinge a prepararti al meglio.
L’importante è che la paura non ti freni e che tu non pensi di non poter gestire quel progetto a causa di una determinata paura.
Quindi, anche se non ti senti pronto, vai.
Questa è la mia filosofia.

surf passione...

Pensi che tornerai mai a stare fermo in un solo luogo?

Sì, sì, certo. Se avrò un progetto in linea con quello che cerco e che mi stimola abbastanza, lo farò. So che potrei farlo anche domani, ma non lo sto ricercando e non mi sto neanche forzando a stare in giro.
Per due anni il Portogallo è stato una base quasi fissa, dove ho legato moltissimo con una community di persone che vivevano stabilmente lì, e stavo benissimo.
Ho visto che posso stare fermo tranquillamente, ovviamente viaggiando per progetti specifici, ma per periodi più brevi.

sempre in partenza

Sei un punto di riferimento per la Go Pro e il tuo corso Master è saturo senza possibilità di acquisto per vari mesi. Ci spieghi bene di ciò che si tratta?

Il GoPro Masters ha funzionato benissimo quando utilizzavo moltissimo la GoPro e la mia creatività era completamente orientata a creare un progetto del genere.
Nel corso parlo di come ho utilizzato la GoPro per creare video unici, di come ho lavorato con loro a lungo termine, di come mi abbia sbloccato moltissime idee e opportunità, ma soprattutto di come si possa creare divertendosi, mentre si fa sport.
Poi sono passato ad altri progetti che mi stimolavano di più.
Magari un giorno farò un Action Cam Masters con tutti i brand del momento? Chissà.

incontri

Dimmi una cosa che non mi diresti

Io ho bisogno di essere visto molto meno di quanto la gente crede…

Hai appena scritto il tuo primo libro “Anche l’alba ha paura”. Come è nata l’idea e di cosa parla?

L’idea è nata da tante riflessioni in cui mi sono chiesto: ma cosa rende il mondo un mondo migliore? Cosa spinge una persona a essere migliore di un’altra?
Ascoltando vari saggi, leggendo libri, basandomi sulla mia esperienza, facendo ritiri di yoga e parlando con persone di tutto il mondo, con chiunque abbia voluto condividere la propria prospettiva, ho capito che il modo in cui gestiamo la paura ci rende più o meno liberi.
Ed è per questo che ho deciso di prendere questo non solo come argomento del libro, ma come una mia ricerca personale che porto avanti tuttora.
Per esempio, la settimana scorsa sono stato dagli sciamani Sikerei delle Mentawai, dove ho chiesto loro cos’è la paura e come la affrontano. Ho parlato anche della paura del giudizio, che ritengo essere una delle cause principali di sofferenza nel mondo.
Per me, anche quello che è scritto nel libro è solo la punta dell’iceberg. Ho ancora tantissimo da dire e da ricercare a riguardo.

volare

Hai in mente altri progetti relativi a questo o comunque sorprese?

Se volessi, potrei scrivere immediatamente un libro su come la creatività salva la vita. Non è una sorpresa e non ho nessun problema a parlarne apertamente, perché tanto, anche se qualcuno ci provasse, non potrebbe mai copiare le mie idee, che sono basate sulla mia esperienza.
Per ora spingerò ancora questo libro, facendo degli eventi in Italia a ottobre, e poi vediamo.

volare ancora...

Sei anche uno sciatore: posso definirti un free rider estremo? Hai progetti recenti al riguardo?

Freerider sì, estremo solo per alcuni, visto che ci sono rider che rappresentano il limite molto più di me.
Adoro sciare, mi trovo benissimo sulla neve e mi piace il freddo, ma il rispetto enorme che ho per la montagna mi porta anche ad avere un timore fottuto delle valanghe e della sua imprevedibilità.
Ho sempre pensato che rischiare la morte per vivere non abbia molto senso, quindi la mia cautela a volte mi porta a scegliere di non fare esperienze troppo spinte.
Voglio sciare di più in Giappone, lavorando su linee più morbide e rotazioni fattibili sulla neve fresca, senza andare a cercare pendii troppo esposti e precari.

surf passione continua

E per quanto riguarda lo yoga?

Per me lo yoga è una forma di controllo mentale e di conoscenza di sé attraverso il movimento. Non è performance, non è competizione, non è fare una spaccata o una verticale perfetta.
Mi ha insegnato l’ascolto, mi ha insegnato a rallentare e a capire come placare i miei pensieri.
È parte integrante di quello che faccio ogni giorno, non solo su un tappetino, ma anche in qualsiasi momento della mia vita.
È un costante apprendimento, un approfondimento della sensibilità e la ricerca di essere migliore ogni giorno, partendo da dentro di me, senza dover dipendere da nessun input esterno.
Tutto quello che faccio ha una base yogica molto forte, anche se non viene espressa direttamente. Ho capito che non ho bisogno di parlare di yoga per condividere ciò che ho imparato: posso farlo in altri modi.

Christian Roccati
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