Care amiche e amici, Ocean Film Festival, uno dei più importanti al mondo, in cui si parla di natura, di storie di esseri umani, piante e animali, di mondi antichi, segreti ed evoluzione. Esiste una versione ufficiale di ciò che questo evento rappresenta ed è.
Ne esiste anche una personale.
Nel sito ufficiale leggiamo: “Ocean Film Festival Italia è la rassegna di film selezionati tra i migliori finalisti all’Ocean Film Festival Australia, che presenta storie stimolanti, educative e divertenti legate al mondo del mare, degli Oceani e di tutti coloro che si impegnano a proteggerli.
Ocean Film Festival Italia è un programma a cura di ITACA The Outdoor Community, società specializzata nell’organizzazione, comunicazione e promozione di rassegne cinematografiche. Dal 2013 ITACA porta in tour in Italia anche il Banff Mountain Film Festival World Tour e dal 2018 Reel Rock . Nel 2020 lancia ITACA On Demand, la piattaforma streaming in Italia dedicata ai film di avventura e sport outdoor”.
Cosa è per me? Qualcosa di molto più antico e profondo. Era il 2013 e in Italia andai a vedere per la prima volta il BANFF Film Festival… trovando sullo schermo nella sala, ciò che io veramente sentivo in me, qualcosa che rappresentasse l’adrenalina, il rispetto ambientale, la ricerca sociale, la fratellanza e moltissime altre cose. Non immaginavo che di lì a “poco” ne avrei visto una versione dedicata ai mondi acquatici… Ne che in varie forme ne avrei fatto parte, andando poi a presentare su moltissime date proprio quei festival.
Oggi sono semplicemente un appassionato seduto sulle poltrone del cinema, con un cuore che batte e una mente che proprio non può smettere di sognare di fronte a tale magnificenza.
Quest’anno sono rimasto più che piacevolmente stupito dal programma costituito da 6 film significativi, 3 per il primo tempo e altrettanti per il secondo.
In questa edizione il surf ha fatto da linea guida, dapprima con Tainà, (Brasile 2025 / 15 min / Regia Renata Massetti), un’opera che parla dei desideri di una ragazza in grado di affrontare anche difficili operazioni fisiche pur di crescere, spiccare il volo dai germogli famigliari e coronare il proprio sogno alle Olimpiadi.

Ho continuato a sognare con Ride of a life time (USA 2025 / 12 min / Regia Steven Lawrence). La storia di un uomo che vive di emozioni vedendo le più grandi onde del mondo e tenta di eguagliare il primato, sulle Big Wave di casa, non tanto per mettere una “X”, ma più probabilmente per capire cosa si possa provare sul muro dell’impossibile, o sostanzialmente per diventare in prima persona ciò che davvero si potrebbe essere.

Ho terminato questa parabola di vita con The Granny Grommets (Australia 2024 / 9 min / Regia Leah Rustomjee), che racconta la storia di un gruppo di bodysurfer donne nella più antica delle fasi di vita, in grado formare una community, una vera community, canalizzate dalla tavola, con un’onda magica che non rompe mai, fino al momento dell’ultimo volo.

Che spettacolo… ho vissuto un’esistenza intera in poco più di due magnifiche ore al cinema.
E questi sono solo 3 dei 6 film.
Non ho potuto che veleggiare verso l’orizzonte con The Raftsmen (Australia 2024-2025 / 51 min / Regia Chadden Hunter), probabilmente l’opera che mi ha toccato maggiormente, in quanto una traversata esplorativa d’avventura ai limiti del possibile, tra compagni che partono, perché pensano di potercela fare, e anche nel peggiore dei momenti rimangono fratelli, educati, dolci e premurosi.
Piccola digressione: non ho mai capito perché ogni film d’azione “hollywoodiano” degli ultimi 30 anni, debba sempre presentare protagonisti che non hanno neanche la minima forza per essere gentili ed educati, come se la loro incapacità di essere empatici e cortesi, dovesse mostrarli come più qualcosa anziché, molto meno qualcosa… Queste persone sono reali, esistono, e hanno fatto qualcosa di unico… e hanno avuto la potenza per restare umili e amorevoli… questi sono i veri “duri”, questi sono gli esempi “buoni” che dovrebbero essere seguiti.

Come non menzionare poi Stone Biter – Saving the Arctic Sea Forests (Norvegia 2025 / 20 min / Regia Ismaele Tortella), dove sono rimasto incantato da un mitico ragazzo della porta accanto… italiano, capace di emozionarmi… tanto che prima di uscire dal cinema lo avevo già cercato su Instagram… Sempre per restare in tema: educazione, pacatezza, fantasia, nessuna vanagloria, enormi capacità… e la volontà di sognare. E sicuramente dovrei aggiungere mille aggettivi, ma poi nessuno leggerebbe l’articolo!

E infine… A Dragon’s Dance (Australia 2024-2025 / 5 min / Regia Dean Spraakman), semplicemente… molto più che una vera meraviglia naturale. In sti giorni sto approfondendo studi di biologia che trattano esattamente gli argomenti di questo film… si può immaginare la mia emozione al riguardo!

Che dire? Non potete perderveli…
Non è una marchetta, come sempre scrivo ciò di cui mi sento. Chi mi segue da anni, sa che parlo sia di persone iper famose, sia e molto più, di gente sconosciuta al grande pubblico, ma incredibilmente appassionata e forte. Lo stesso faccio per eventi, conferenze, campagne di sostenibilità o beneficienza.
Se parlo di un Festival… è perché mi lascia ogni volta a bocca aperta e di conseguenza vi consiglio di non farvelo scapare e per semplificarvi la vita, qui potete acquistarne i biglietti.
Se invece volete prima vedere dei trailer, per capire quanto sia meraviglioso tutto ciò, vi basta andare in questa pagina.
Vi saluto amiche e amici miei, chissà che prima o poi non ci incontreremo in natura!





