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25 Maggio 2026

Alpinismo e Spedizioni · Vertical

Kenton Cool entra nella storia: 20 ascensioni dell’Everest per il britannico

Kenton_Cool20 ascensioni dell’Everest per Kenton Cool: il 52enne alpinista inglese consolida il record tra gli stranieri non sherpa.

Kenton Cool ha raggiunto la vetta del Monte Everest per la ventesima volta, consolidando il primato assoluto tra gli alpinisti stranieri non sherpa. L’ascensione è avvenuta durante la finestra meteo favorevole di fine maggio 2026 lungo la via normale del versante sud nepalese, insieme alla guida nepalese Dorjee Gyelzen Sherpa.

Con questo risultato, il britannico conferma il proprio ruolo centrale nell’alpinismo himalayano contemporaneo. A 52 anni, Cool resta infatti una delle figure più autorevoli e riconoscibili dell’Everest moderno, dove accompagna spedizioni internazionali da oltre vent’anni.

La ventesima salita arriva in una stagione particolarmente intensa per la montagna più alta del pianeta. Il Nepal ha rilasciato quasi 500 permessi di salita e, in una sola giornata, oltre 270 persone hanno raggiunto la vetta dal versante sud. Numeri che riportano al centro il tema del sovraffollamento in quota e della gestione delle spedizioni commerciali.

Vent’anni di Everest

Kenton Cool salì per la prima volta sull’Everest nel 2004. Da allora è diventato uno dei professionisti più esperti dell’Himalaya, guidando spedizioni praticamente ogni stagione e costruendo una reputazione internazionale legata non solo alle ascensioni, ma anche alla divulgazione dell’alpinismo d’alta quota. Nel corso della carriera ha realizzato imprese di rilievo come l’“Everest Triple Crown”, concatenando Everest, Lhotse e Nuptse nella stessa stagione himalayana. Parallelamente ha sviluppato un’intensa attività come conferenziere e divulgatore sui temi dell’evoluzione delle spedizioni commerciali e della sicurezza in ambiente estremo.

Il record di Cool riguarda esclusivamente gli alpinisti non sherpa. Il primato assoluto di ascensioni dell’Everest appartiene infatti a Kami Rita Sherpa, arrivato a quota 32 salite, confermando il ruolo determinante delle guide nepalesi nell’alpinismo himalayano contemporaneo.

“L’Everest non diventa mai routine”

Dopo il rientro a Kathmandu, Cool ha dichiarato di non avere ancora intenzione di fermarsi. Nonostante negli ultimi anni avesse lasciato intendere la possibilità di ridurre l’attività himalayana, il britannico ha spiegato di voler tentare ancora “due o tre volte”.

Parole che testimoniano il rapporto particolare che molti professionisti sviluppano con l’Everest nel corso degli anni. Secondo Cool, infatti, la montagna “non diventa mai routine”. Anche dopo venti ascensioni, l’esperienza continua a rappresentare un elemento decisivo nella gestione delle energie, della sicurezza e delle capacità decisionali sopra gli ottomila metri.

L’alpinista britannico ha inoltre ribadito la necessità di mantenere alta la preparazione tecnica dei partecipanti alle spedizioni commerciali. Pur riconoscendo il problema del traffico lungo la via normale, Cool si è detto favorevole a criteri di selezione più severi per gli aspiranti clienti, piuttosto che a una semplice riduzione numerica dei permessi.

Everest 2026: stagione intensa e nuove polemiche

La stagione Everest 2026 è stata caratterizzata da una forte affluenza di spedizioni internazionali. Le immagini delle code in prossimità della vetta e lungo il Colle Sud hanno nuovamente alimentato il dibattito globale sulla sostenibilità dell’alpinismo commerciale.

Parallelamente ai record, la montagna è stata segnata anche da nuovi incidenti mortali, riportando l’attenzione sui rischi legati all’alta quota estrema. Le condizioni meteo, sempre più concentrate in brevi finestre operative, tendono infatti a comprimere i tentativi di vetta in pochi giorni, aumentando il traffico nei punti più delicati della via.

In questo contesto, figure come Kenton Cool rappresentano anche l’evoluzione professionale delle grandi spedizioni himalayane. L’esperienza accumulata negli anni, la capacità di prendere decisioni rapide e la conoscenza delle dinamiche della montagna diventano elementi fondamentali per gestire gruppi sempre più numerosi in ambiente estremo.

Il ruolo delle guide e degli sherpa

La ventesima salita dell’Everest da parte di Kenton Cool evidenzia ancora una volta il ruolo cruciale delle guide professioniste e degli sherpa nella realtà dell’alpinismo moderno.

Le spedizioni commerciali contemporanee si basano infatti su una struttura organizzativa complessa, nella quale le guide nepalesi svolgono gran parte del lavoro tecnico e logistico: apertura della via, gestione dei campi, trasporto dei materiali e supporto operativo sopra gli ottomila metri.

Lo stesso Cool ha più volte sottolineato l’importanza della collaborazione con gli sherpa nepalesi, riconoscendone competenze ed esperienza in alta quota. Un aspetto sempre più centrale nel dibattito internazionale sull’Everest e sull’evoluzione dell’alpinismo himalayano.

Mentre la montagna continua ad attrarre centinaia di alpinisti ogni stagione, il tema della sicurezza e della sostenibilità delle spedizioni resta aperto. La ventesima vetta di Kenton Cool diventa così non solo un record personale, ma anche il simbolo di un Everest che continua a cambiare, sospeso tra impresa sportiva, professionismo e turismo d’alta quota.

Photo Credits: Wikipedia

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