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17 Marzo 2022

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Himalaya: alpinisti verso Annapurna, Dhaulagiri, Everest, Kangchenjunga e Makalu

Kangchenjunga 2018. Foto: Marco Confortola. Fonte: facebook

Inizia la stagione alpinistica primaverile in Himalaya e i team si preparano a raggiungere i campi base delle montagne più alte della Terra

Grace Tseng, in corsa per i 14×8000, dopo il tentativo invernale sul K2 2021-2022 non è tornata a Taiwan.
Dal Pakistan è volata in Nepal con l’obiettivo di scalare l’Annapurna (8.091 m)  e il  Makalu (8.463 m).
In caso di successo, la 29enne taiwanese all’inizio della stagione estiva avrebbe all’attivo sette vette di oltre 8.000 metri.

E’ in partenza per l’Himalaya anche Jill Wheatley. La scalatrice canadese, ipovedente dopo una lesione cerebrale traumatica,  lo scorso autunno ha fatto parte del team di Mingma G che ha scalato la vera vetta del Manaslu.

La sua prossima sfida è il Dhaulagiri (8.167 m).

Kangchenjunga (8.586 m)

Massiccio del Kanchenjunga. Fonte Peter Hamor

 

Gangaamaa Badamgarav, la prima scalatrice di nazionalità mongola ad aver completato le “Seven Summits” e la prima del suo paese a raggiungere la vetta del K2 nel 2018, ha annunciato che questa primavera tenterà il Kangchenjunga (8.586 m), la terza montagna più alta del mondo. Partirà per l’Himalaya il prossimo 2 aprile.
Sempre nel massiccio del Kangchenjunga, la cordata composta dai rumeni Marius Gáne,  Horia Colibasanu e dallo slovacco Peter Hámor vorrebbe  tentare – senza ossigeno supplementare e il supporto di portatori d’alta quota –  la salita dello Yalung Kang (8.505 m), e la traversata fino alla vetta principale del Kangchenjunga (8.586 m) per poi scendere dalla via normale.
Il team dovrebbe partire per l’Himalaya il 5 di aprile.

Everest (8.849 m)

Campo Base dell’Everest. Foto: SST facebook

Per quanto riguarda l’Everest (8.849 m), quest’anno sarà meno affollato rispetto al 2021 e non a causa del Covid-19. Molti alpinisti hanno annullato le loro spedizioni a seguito della guerra Russia-Ucraina in corso.

Alcune squadre sono già al Campo Base, altre inizieranno ad arrivare tra fine marzo e inizio aprile.

Gli “Icefall Doctors, incaricati di attrezzare la via  attraverso la pericolosa cascata di ghiaccio del Khumbu, dovrebbero terminare di fissare le corde fino a Campo II prima della fine di aprile.
Un altro team di otto Sherpa di Seven Summit Treks (direzione: Expedition Operators Association of Nepal – EOA), guidato da Kami Rita Sherpa (25 volte in vetta all’Everest), si occuperà di attrezzare la via da Campo II alla vetta di Everest e Lhotse. La squadra, che prevede di concludere il lavoro entro la prima settimana di maggio su entrambe le vette,  comprende: Sona Sherpa Co-Leader (K2 Winter Summiteer); Ngima Tashi Sherpa;  Tenging Gyaljen Sherpa; Fura Tshering Sherpa; Phurba Chhotar Sherpa; Phurbu Kusang Sherpa;  Lakpa Tenjing Sherpa.

Marc Batard partirà per il Nepal il 26 marzo. Il noto scalatore francese tenterà nuovamente il ‘tetto del mondo’ senza ossigeno supplementare all’età di 70 anni. Batard aggirerà la pericolosa cascata di ghiaccio del Khumbu, percorrendo una nuova via per Campo 2 (6.450 m) da lui individuata, e attrezzata dal suo team lo scorso anno.

Si sta preparando al suo secondo tentativo sulla montagna più alta del mondo anche la scalatrice salvadoregna Alfa Karina Arruè  che la scorsa primavera venne respinta dal maltempo a 800 metri dalla vetta.

Sempre all’Everest, anche una spedizione russa organizzata da Alex Abramov (7 Summits Club).

L’anno scorso, due grandi cicloni  tra il 20 e il 26 maggio bloccarono molti alpinisti al Campo 2 durante la loro spinta alla vetta. Queste tempeste, abbastanza comuni durante il monsone,  tenderanno ad aumentare tra marzo e maggio, secondo Michael Fagin di EverestWeather. “Per le spedizioni che scalano l’Everest non è una buona notizia – scrive Fagin –  Questi cicloni che arrivano dal Golfo del Bengala tendono a portare forti nevicate e forti venti quando si avvicinano al Monte Everest […] Una delle ragioni principali è il riscaldamento dell’Oceano Indiano e di altri grandi oceani e la maggior parte degli esperti afferma che questo continuerà.”

Posizione degli ottomila nel Karakorum e nell’Himalaya. Fonte Wikipedia