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17 maggio 2011

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FESTA DELLA PLACCA ANNI '80 di Sandro de Zolt per LA SPORTIVA

Da un’idea di Gerhard Hörhager nasce questo primo appuntamento con il passato, gli anni ’80 liberamente reinterpretati dai presenti, pochi ma buoni come si dice di solito, alla mitica Spiaggia delle Lucertole. Sole, lago, placche datate e spietate uscite direttamente dalla macchina del tempo. Una prima edizione della “Festa della Placca” benedetta da un inaspettato sole e dal vento dolce del lago.

L’arrampicata sportiva è uno sport così recente che per richiamarne gli albori basta andare indietro trent’anni, pantacollant attillati dai colori più improbabili, scarpe strettissime, tinte brillanti sbiadite dalla lunga permanenza negli armadi ma decisamente sopra le righe.

Chi ha svaligiato l’armadio della mamma, chi ha rispolverato gli scatoloni in cantina. “Prova a scalare con queste!”, “Io facevo sicura con la Stich”, “Le Mariacher sono state il mio primo amore”,  nomi di oggetti che fanno viaggiare qualcuno di noi tra ricordi remoti, le Tao (avevi le rosse o le nere?), come si chiamavano quelle azzurre con il bordino nero? (erano le Futura) il Fameau, gli Excentric, l’imbrago Chouinard (terrà ancora?), il sacchetto della magnesite cucito con amore dalla mamma, roba che dovrebbe stare di diritto in un museo dell’arrampicata sportiva e che invece era lì, dove meglio stà, sulla roccia. I nomi delle vie perfino, Albatros, Patachon, Luisa Violenta, Honky Tonk, Non seguitemi…, incubi e sogni per alcuni, nomi sui poster per altri, racconti dei “vecchi” per altri ancora. Per quel pezzo di roccia niente è cambiato, anche l’arrampicata , oggi quella dei 9b  e delle prestazioni stratosferiche, negli ’80 quella della ricerca dell’appiglio più piccolo, in fin dei conti non è cambiata poi così tanto. Cambiano gli outfit, la passione rimane la stessa.

“Vecchi” come Gerhard Hörhager, Rolando Larcher, Nicola Sartori, Maurizio Oviglia, che hanno riportato alla realtà delle placche spietate sotto il sole i giovani moderni mutanti David, Jorg e Hansjörg, da arbitro un’intera generazione di mezzo che assisteva allo spettacolo. Un confronto per modo di dire, con un passato non così remoto, basta infatti cambiare lato della spiaggia per trovare una coppia di tedeschi attillatissimi e colorati come un circo, con minuscoli sacchetti del magnesio e rinvii sbiaditi, gli si domanda se sono lì per la “Festa della Placca”, loro disorientati non capiscono. Per loro lo stile è ancora quello, perché dovrebbe essere diverso, è così bello.

Segue festa al Bar Conti d’Arco, o da Pio che si capisce meglio. Chi non c’era non sa cosa si è perso, valeva la pena venire solo per i pantaloncini di Gerhard…, ma potrà rimediare, il prossimo anno, forse.

Sandro de Zolt per La Sportiva Team

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