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20 settembre 2012

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"PICCOLE DOLOMITI" FESTEGGIA IN ALTA QUOTA Due vette in 20 giorni

In occasione del suo 50° anniversario di fondazione, la scuola di alpinismo “Piccole Dolomiti”  ha accettato di finanziare due sfide alpinistiche nella Cordillera Blanca, la catena montuosa più elevata del continente americano, compresa nella parte settentrionale delle Ande e composta da oltre 50 vette che superano i 5700 metri.

A intraprendere l’impresa sei istruttori della scuola, guidati dal trentenne Pietro Contalbrigo nel ruolo di capo-spedizione.

Nel giro di una ventina di giorni hanno scalato due vette, prima la piramide di neve e ghiaccio dell’Alpamayo raggiungendo quota 5.947 metri e subito dopo quella dell’Artesonraju che tocca i 6025 metri.

«È stata un’esperienza indimenticabile – racconta Contalbrigo a nome del gruppo -, abbiamo visto paesaggi meravigliosi, vissuto momenti introspettivi e provato sensazioni uniche che mai scorderemo. Dopo il successo della prima spedizione abbiamo avuto la giusta carica anche per affrontare la seconda».

Protagonisti di questa avventura in terra peruviana Federico Moro, Alessandro Fistarol, Luca Giovannini, Stefano Torresendi, Luca Zerbato, già direttore della scuola “Piccole Dolomiti”, accompagnati dal medico Giancarlo Contalbrigo e dal preparatore atletico Antonio Pasqualotto.

La prima grande soddisfazione per questi appassionati di sfide estreme è stata il raggiungimento della vetta dell’Alpamayo. «La cima ci ha richiesto un percorso di avvicinamento per raggiungere prima i 5400 metri – dice Contalbrigo -, quindi dopo altre sei ore di cammino su pareti ghiacciate con una pendenza media di 60-70 gradi e una temperatura che toccava i -15° abbiamo raggiunto la vetta». Appena il tempo di godersi il traguardo e il gruppo è ripartito per un’altra avventura. «Ci siamo riposati due giorni e poi ci siamo messi in marcia nuovamente per raggiungere i 6025 dell’Artesonraju – continua -. Una volta raggiunto il campo alto a 5100 metri, abbiamo atteso il calar della notte e dopo 10 ore di cammino abbiamo assaporato la gioia del secondo successo. È stata la realizzazione di un sogno.

 

Fonte: www.ilgiornaledivicenza.it

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