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7 luglio 2020

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Crollo su NE del Monviso: i distacchi di roccia continueranno. Arpa invita alla cautela

Monviso, cresta Est. Fonte: vienormali.it

Tra le possibili cause la degradazione del permafrost causata dai cambiamenti climatici

Il settore della parete nordest del Monviso, posto circa 200 metri a sudest del Canalone Coolidge, continua ad essere interessato da ripetuti distacchi di roccia,  un fenomeno destinato a proseguire.

“Il versante, poco a valle del cono detritico dove si arresta il materiale franato, è attraversato dal sentiero per il colle di Viso che al momento non è stato coinvolto dai blocchi crollati; tuttavia, considerata l’elevata fruizione escursionistica della zona, si raccomanda di percorrere con le dovute cautele il tratto in corrispondenza del canale di crollo“, raccomanda l’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) che a metà giugno ha effettuato, con il supporto specialistico di Arpa Valle d’Aosta, un rilievo con un drone “che ha consentito di rilevare, con elevato dettaglio, le condizioni di avanzata fessurazione dell’ammasso roccioso interessato dai crolli”.

Nelle prossime settimane – spiega Arpa –“verranno condotte le analisi e l’elaborazione delle immagini e dei dai registrati e, in collaborazione con l’Università di Torino, si tenterà di costruire il quadro complessivo della residua propensione del settore di parete a generare crolli”.

Il crollo in massa di grandi dimensioni nella parete nordest è cominciato il 26 dicembre 2019, quando, 200 metri a sudest del Canalone Coolidge, si sono staccati 150-200 mila metri cubi di roccia, precipitati da quota 3200 metri fino a 2800, con almeno 4 massi di 150-250 metri cubi di dimensioni.

Tra le possibili cause la degradazione del permafrost causata dai cambiamenti climatici. “Tenendo conto della quota e dell’esposizione del settore di parete crollato si può ipotizzare che, oltre alla fratturazione della roccia, la degradazione del permafrost abbia rivestito un ruolo determinante nell’innesco del processo.”, aveva segnalato Arpa il 16 gennaio 2020.