MENU

5 marzo 2018

Alpinismo e Spedizioni · Vertical

Invernale al K2. I polacchi si ritirano

Wielicki e Bielecki

Ultimo aggiornamento:

E’ di poco fa l’annuncio del ritiro dei polacchi dal K2.

Così lo ha annunciato il capospedizione  Krzysztof Wielicki:

“Sulla base di una profonda analisi della situazione, d’accordo con la squadra, ho deciso oggi di porre fine all’azione sul K2.

La decisione di porre fine alla spedizione è motivata dai seguenti fattori:

1. Risultato del team di ricognizione Adam Bielecki e Janusz Golab avvenuta oggi. Si è scoperto che sulla via per il C1 tutte le corde sono bloccate, la tenda alla base è danneggiata, c’è anche un’alta probabilità che le tende siano distrutte ai C1, C2 e C3.

2. PREVISIONI METEO CHE CONFERMANO SOLO 1 breve finestra favorevole per il giorno 11.03.2018

3. Nessuna possibilità di acclimatare la squadra 1 a quota 7200 m, quella che sarebbe stata in grado di rientrare alla base dopo un attacco alla vetta il giorno 11.03

4. Minaccia di valanghe nella via superiore. Negli ultimi 8 giorni abbiamo registrato oltre 80 centimetri di neve.

5. Previste precipitazioni abbondanti in quota, a 7600 m, secondo il portale Ventusky

6. Previsioni negative per il periodo successivo all’11.03.2018

La priorità della spedizione è la sicurezza dei partecipanti.

Spedizione invernale polacca al K2 2017-2018. Foto: M. Chmielarski

Restavano poche settimane per tentare l’invernale sul K2, ma solo Adam Bielecki era sufficientemente acclimatato per raggiungere la vetta

Come procedeva la spedizione invernale polacca al K2 senza Denis Urubko? Quali erano le possibilità di raggiungere la vetta del K2 nelle poche settimane invernali che rimanevano? La prima parte delle risposte era in mano alle condizioni meteo, la seconda in mano agli alpinisti. Chi sono e cosa potevamo attenderci da loro?

Adam Bielecki, l’unico acclimatato

Adam Bielecki (34 anni) è il più forte dei polacchi. E’ stato l’unico in grado di seguire Denis Urubko, anche se la loro performance è stata stoppata quasi subito, dall’incidente che si è verificato nei pressi del C1, quando una pietra ha colpito Bielecki alla testa causandogli una brutta ferita al naso.

Secondo Piotr Snopczynski, il medico che si è unito alla spedizione questa settimana, Adam Bielecki era completamente guarito e in forma. Quindi, sarebbe stato nella cordata di punta che, quest’inverno, poteva tentare la cima del K2.
Vale la pena ricordare che Adam Bielecki è stato uno dei grandi protagonisti della spedizione sin dall’inizio: a fine gennaio ha partecipato con Uurbko, alle operazioni di soccorso sul Nanga Parbat, salvando la vita ad Elisabeth Revol.
Al suo attivo, le prime salite invernali al Gasherbrum I e al Broad Peak.

Janusz Golab, accreditato alla cordata di punta

Nelle ultime ore, Janusz Golab (50) era stato accreditato come possibile partner di Adam Bielecki alla cordata di punta, anche se non era ancora sufficientemente acclimatato per lanciare un tentativo nel corso della prima finestra di bel tempo. Prima, avrebbe dovuto raggiungere quota 7.200 o 7.400 m  e trascorrere una o due notti lì (Golab non aveva ancora superato i 6.700 metri).
Janusz Golab è uno degli alpinisti più esperti del gruppo polacco. Al suo attivo, la prima  invernale  al Gasherbrum I con Adam Bielecki, nel 2012.

Artur Malek, un altro candidato

Un altro nome che spicca tra i membri del  gruppo polacco è quello di Artur Malek (37). Con Adam Bielecki ha condiviso la prima invernale su un Ottomila, il Broad Peak, anche se di quella spedizione resta purtroppo un brutto ricordo. Due alpinisti morirono durante la discesa: Maciej Berbeka e Tomasz Kowalski. La tragedia si consumò esattamente 6 anni fa, il 5 marzo 2012.

Nel suo caso, il processo di acclimatazione era addirittura minore rispetto a quello di Janusz Golab, poiché ha raggiunto solo 6.500 m.

Marcin Kaczkan, un cenno alla storia

Il nome di Marcin Kaczkan (44) ha un legame molto speciale con le invernali al K2. Infatti, condivide con Denis Urubko e Piotr Morawski,  l’altezza massima raggiunta in inverno sul K2 (7.650 m) nella spedizione del 2002-2003. Era il compagno di Denis Urubko durante l’attacco alla cima e,  solo l’ostinazione del kazako gli permise di non rimanere lì per sempre, dopo una tragica notte in quota.
Per quanto riguarda l’acclimatazione, anche Kaczkan aveva  raggiunto i 6.700 m.

Maciej Bedrejczuk, la passione della gioventù

Maciej Bedrejczuk (35) è probabilmente il meno conosciuto di tutti i membri della spedizione e il più giovani, dopo Adam Bielecki. Non era mai arrivato in cima ad un ottomila e la sua prestazione in questa spedizione è stata sorprendentemente positiva, poichè è stato in grado di mantenere il passo con i suoi compagni.

Tempo migliorato oggi sul K2

Il tempo questa mattina è migliorato sul K2 e oggi è ripresa l’attività sulla montagna, con Adam Bielecki e Janusz Golab impegnati in una ricognizione della via dopo la neve caduta nei giorni scorsi.

È caduta molta neve e questo è il motivo per cui nutriamo qualche preoccupazione – aveva dichiarato ieri Wielicki, a TVN24. Adam e Janusz apriranno la strada alle altre squadre. C’è la necessità di capire cosa sia successo al primo campo e al secondo, a causa dei forti venti. È anche necessario tirare fuori dalla neve le corde fuori. Spero che le condizioni meteo di lunedì consentano ai ragazzi di verificare la situazione – concludeva il capo spedizione.

– Secondo le previsioni, sembra che avremo almeno quattro giorni di bel tempo, cioè un vento relativamente basso e scarse precipitazioni – ha spiegato, sempre ieri, Adam Bielecki alla stampa polacca. Cercheremo di utilizzare questa finestra meteo al massimo. Lunedì, io e Janusz Gołąb saliremo. Il nostro obiettivo è raggiungere il primo campo, far riemergere le corde sotterrate dalla neve. Spero che l’operazione  sia possibile e sicura. Se fosse così, informeremo la base e dopo di noi, il giorno successivo, saliranno quattro ragazzi “

“Sto aspettando che uno dei miei colleghi completino l’acclimatamento per accompagnarmi nel tentativo di attaccare il vertice – ha proseguito Bielecki. – Janusz è uno di quelli che potrebbe accompagnarmi. Questo è l’obiettivo – acclimatarsi ad un’altezza di 7200 m, per identificare la squadra principale e la squadra che assicuri questo attacco”.