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9 ottobre 2015

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TRENTO FILM FESTIVAL oggi ospite a "Milano Montagna"

China Jam. Fonte: press TFF

China Jam. Fonte: press TFF

IL TRENTO FILM FESTIVAL, OGGI, PROTAGONISTA DI  “MILANO MONTAGNA”.

Il Trento Film Festival, per il secondo anno consecutivo, oggi pomeriggio sarà uno dei protagonisti di “Milano Montagna”, il festival, in programma in questi giorni a Milano, nato dalla collaborazione tra l’Università della Montagna, centro d’eccellenza dell’Università Statale di Milano, l’associazione “Mountain in the City” e “Misiad”, associazione culturale milanese di design.

Alla kermesse, che si concluderà domani 10 ottobre, parteciperà il presidente del Trento Film Festival, Roberto De Martin che peraltro presenterà i quattro film della 63. edizione del festival di Trento che sono stati scelti per essere proiettati a Milano, rispettivamente, Non è un sogno di Pierre Ponchione (Italia, 2015, 4′); Brenta Base camp 2014. Vecchie pareti, nuove visioni di Marco Rauzi. (Italia, 2015, 40′), Premio IOG al 63. Trento Film Festival; Always above us di Eric Crosland (Usa/Canada, 2014, 13′); China Jam di Evrard Wendenbaum (Francia, 2014, 53′), Premio Mario Bello al 63. Trento Film Festival.

«Portiamo con piacere il nostro contributo a Milano Montagna – ha evidenziato il presidente del Trento Film Festival, Roberto De Martin – a testimonianza di come il nostro festival sia diventato un punto di riferimento per manifestazioni importanti, come questa di Milano, che hanno al centro della loro attività tutto ciò che ruota attorno al mondo delle alte quote. Le montagne, in fondo, rappresentano un ponte ideale tra la terra e il cielo e il nostro obiettivo principale è fare percorrere questo ponte per scoprire le meraviglie delle “terre alte”, luoghi di sogni, d’avventura, d’esplorazione, dove l’uomo può vivere anche problemi sociali e personali, ma dove trova la forza e le motivazioni per superarli, così come raccontato nel bellissimo film Non è un sogno, nel quale in pochi minuti si scopre come la montagna possa spingere a guardare al futuro, con serenità e determinazione, anche una giovane ragazza affetta da una grave malattia degenerativa. Un ponte, quello delle montagne, che con le vie di arrampicata percorse ieri come oggi dagli alpinisti, collega il passato al presente, così come espresso dal film Brenta Base camp 2014 e nel libro “Dolomiti di Brenta”, scritto dal vicepresidente del Trento Film Festival, il giornalista Franco De Battaglia, segnalato per il premio letterario “Gambrinus-Giuseppe Mazzotti”, per la sezione montagna, cultura e società».

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