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26 Agosto 2026

Ambiente e Territorio · Resto del Mondo

Nepal-Tibet, violenta piena nelle valli himalayane: almeno 95 vittime e centinaia di dispersi

Una violenta piena ha colpito il distretto nepalese di Rasuwa e l’area tibetana di Gyirong. Distrutti villaggi, strade, ponti e infrastrutture; almeno 384 persone risultano ancora disperse.

Una violenta piena improvvisa ha colpito nella mattinata di oggi, mercoledì 26 agosto le aree himalayane al confine tra Nepal e Tibet, provocando vittime, centinaia di dispersi e ingenti danni a villaggi, strade, ponti e infrastrutture.

L’area più colpita è il distretto nepalese di Rasuwa, lungo il sistema del Lhende Khola-Bhote Koshi, nei pressi del confine con la Cina. Particolarmente gravi le conseguenze a Timure, Syabrubesi e nei centri vicini al valico di Rasuwagadhi, dove la piena ha devastato insediamenti, aree commerciali e infrastrutture di collegamento.

Sul versante tibetano, l’evento ha interessato l’area di Gyirong, importante punto di collegamento terrestre tra Tibet e Nepal. Frane e colate di detriti hanno interrotto strade, comunicazioni e collegamenti elettrici.

Una possibile origine glaciale e geomorfologica

La dinamica dell’evento è ancora in fase di ricostruzione. Le prime informazioni indicano che una massa di roccia e detriti potrebbe avere ostruito il Lhende Khola, provocando una rapida immissione d’acqua e detriti nel sistema fluviale che attraversa il confine tra Tibet e Nepal. Le autorità nepalesi stanno ancora verificando l’esatta origine dell’evento.

Tra le ipotesi considerate figura quella di una valanga o di una frana in territorio tibetano, capace di creare temporaneamente un’ostruzione e di provocare successivamente un’ondata di piena. È stata inoltre segnalata la possibilità che un terremoto di magnitudo 4,4 abbia contribuito all’innesco della frana o della valanga. Si tratta tuttavia di una relazione ancora in fase di accertamento e non va presentata come causa definitiva della catastrofe.

Danni gravissimi alle infrastrutture

La piena ha provocato danni estesi lungo il corridoio montano tra Rasuwa e il confine cinese. Le aree di Timure e Syabrubesi risultano tra le più gravemente colpite. Sono stati danneggiati o distrutti edifici, mercati, ponti, strade, posti di polizia, strutture doganali e infrastrutture energetiche. Anche il collegamento con il valico di Rasuwagadhi è stato pesantemente compromesso, con conseguenze importanti per una delle principali vie terrestri di collegamento tra Nepal e Tibet. Numerosi impianti idroelettrici presenti lungo il corso del Bhote Koshi e nelle vallate circostanti risultano inoltre coinvolti. La reale entità dei danni alle infrastrutture energetiche è ancora in fase di valutazione.

Vittime e dispersi: il bilancio continua a evolvere

Il bilancio resta provvisorio. Gli ultimi aggiornamenti disponibili indicano 95 vittime confermate. Le operazioni di ricerca e soccorso sono tuttavia ancora in corso e le autorità avvertono che il numero potrebbe aumentare. Particolarmente preoccupante è il numero delle persone non ancora rintracciate. Il Nepal Tourism Board ha comunicato che 384 viaggiatori risultano al momento fuori contatto, tra cui 291 cittadini stranieri e 93 nepalesi. La lista è preliminare ed è ancora oggetto di verifica. Tra le persone non rintracciate figurano turisti e pellegrini diretti verso aree dell’Himalaya e verso il Tibet, oltre a lavoratori e personale impegnato nelle infrastrutture della regione.

Soccorsi difficili e rischio di nuove piene

Le autorità nepalesi hanno mobilitato Nepal Police, Armed Police Force e Nepal Army per le operazioni di ricerca, soccorso ed evacuazione. Le operazioni sono rese particolarmente difficili dalla distruzione delle strade e dei ponti, dalle comunicazioni interrotte e dalle condizioni meteorologiche. In alcune delle aree maggiormente colpite gli elicotteri hanno incontrato difficoltà a operare a causa dell’elevato livello delle acque. Il rischio, inoltre, non è ancora necessariamente terminato. Le autorità hanno segnalato la possibile presenza di un’ostruzione a monte del Lhende Khola e il conseguente pericolo di una nuova ondata di piena. Gli abitanti delle aree lungo il Bhote Koshi e i corsi d’acqua a valle sono stati invitati a spostarsi verso zone più sicure e a mantenere alta l’attenzione.

Un evento che riguarda anche il mondo outdoor

La catastrofe interessa una delle aree himalayane più importanti per trekking, alpinismo e turismo d’alta quota. Il distretto di Rasuwa comprende infatti l’accesso al Langtang e a numerose aree montane frequentate da escursionisti e viaggiatori internazionali. Il corridoio verso Rasuwagadhi rappresenta inoltre un importante collegamento terrestre tra Nepal e Tibet.

L’evento mostra ancora una volta quanto rapidamente una dinamica sviluppatasi in ambiente montano possa trasformarsi in una piena distruttiva a valle. Frane, valanghe, instabilità dei versanti e possibili fenomeni legati alla dinamica glaciale possono produrre effetti a cascata lungo intere vallate himalayane, mettendo a rischio comunità locali, viaggiatori e infrastrutture.

Per il mondo outdoor, la tragedia rappresenta anche un nuovo richiamo alla necessità di monitorare con attenzione le condizioni ambientali e l’accessibilità delle vallate himalayane dopo eventi estremi.

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