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24 Luglio 2026

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Friuli Venezia Giulia · Italia

Anna Chiaruttini in solitaria sulla Deye Peters: ritorno alle grandi classiche delle Alpi Giulie

anna chiaruttini solitariaLe Alpi Giulie tornano al centro dell’attenzione grazie alla salita in solitaria di Anna Chiaruttini lungo la storica via “Deye Peters”, sulla Torre delle Madri dei Camosci, nel gruppo del Jôf Fuart. Un’ascensione che va oltre il semplice risultato sportivo e riporta lo sguardo su uno dei territori più affascinanti e meno frequentati dell’alpinismo dell’arco alpino orientale.

La notizia, emersa nelle ultime ore attraverso la stampa specializzata, racconta un’esperienza vissuta in completa autonomia, con bivacco in parete e uno stile essenziale, in perfetta sintonia con il carattere severo e selvaggio delle Giulie.

Aperta negli anni Trenta, la “Deye Peters” è considerata una delle grandi classiche della zona: una linea elegante e impegnativa che richiede ancora oggi esperienza, capacità di orientamento e una solida preparazione alpinistica. Un itinerario che conserva intatto il fascino dell’alpinismo tradizionale.

Secondo quanto riferito dalla stessa Chiaruttini, la salita potrebbe rappresentare la prima solitaria femminile della via, anche se saranno necessarie ulteriori verifiche storiche. Al di là del dato statistico, resta il valore di un’esperienza che racconta un modo di vivere la montagna fatto di autonomia, ascolto e relazione con l’ambiente.

In un periodo in cui l’attenzione si concentra spesso su record e difficoltà estreme, la salita sulla Torre delle Madri dei Camosci offre uno spunto diverso: la riscoperta delle grandi vie del passato e di un alpinismo capace di trovare significato nella ricerca personale.

Scheda della salita

  • Protagonista: Anna Chiaruttini
  • Via: Deye Peters
  • Montagna: Torre delle Madri dei Camosci
  • Gruppo: Jôf Fuart, Alpi Giulie
  • Stile: Solitaria con bivacco in parete
  • Particolarità: Possibile prima solitaria femminile della via

In un’estate ricca di eventi e competizioni, la salita di Anna Chiaruttini ricorda che alcune delle storie più significative dell’alpinismo continuano a nascere lontano dai riflettori, tra il silenzio e le pareti delle montagne.

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