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24 Settembre 2026

Luca Colli, Seven Summit, libri, teatro e lo Snow Leopard

Care amiche e amici,
oggi parliamo con Luca Colli, un appassionato di avventura e un amico che ha vissuto esperienze nelle montagne più alte del mondo, in ogni continente, e anno dopo anno non ha mai smesso di sognare. Dopo innumerevoli exploit dall’Himalaya all’Antartide, dopo spettacoli teatrali e libri, ci ritroviamo con lui a parlare di un nuovo progetto che ha radici in una storia importante: lo Snow Leopard.

Eppure, oltre a tutte queste scintillanti magie, Luca prosegue a fare la guida / capo spedizione, in Africa, America e in molti altri luoghi, insegnando anche agli altri a credere e ai propri sogni e poi a realizzarli.
Ed è quindi ovvio per noi, parlare anche di questo!

Luca in Vetta a oltre 7000 metri

Anche nel 2026 sei partito con le nuove salite al Kilimanjaro da una via meno battuta rispetto alle altre. Quante volte sei salito in cima alla “Montagna che Brilla”?

Il Kilimanjaro è la mia seconda casa: in Tanzania ho tanti amici e lavorare con loro è un piacere. Sono stato in vetta 22 volte e il mio percorso preferito è la via meno frequentata dai turisti: un tracciato unico che ti fa entrare a contatto con una natura “incontaminata” e solitaria fino a raggiungere la cima. Rimaniamo lontano dal chiasso della via di salita più frequentata che, con i gruppi che accompagno, percorro solo durante la discesa verso il cancello principale d’uscita. In questo modo realizziamo un percorso ad anello che consente di visitare i due lati più belli della montagna, regalando ai “climbers” panorami mozzafiato e sensazioni uniche.

Mi ricordo ciò che dicevi a proposito dell’alba sul Kilimanjaro: ci
racconti qualcosa al riguardo?

Be’, l’alba sul Kilimanjaro è la più bella del mondo: ne parlo anche nel mio spettacolo teatrale, nel quale, il sole che nasce sulla “Montagna che brilla” occupa una parte speciale. “Improvvisamente il sole sorge e io sono spettatore solitario dell’alba più bella che abbia mai visto. Tutto si tinge di rosso. Le nuvole sotto di noi si muovono come le onde di un mare etereo e silenzioso. All’orizzonte appare un disco, arancione brillante come una gemma, e i primi raggi dell’alba illuminano i ghiacciai del Kilimanjaro e i miei occhi si inondano di riflessi rossi, bianchi e azzurri. Mi fermo. Quasi non respiro, per non disturbare questa bellezza infinita. Lacrime di meraviglia rigano il mio volto sudato e io sorrido e ringrazio l’Universo per avermi dato la possibilità di ammirare tutto questo. Esiste il mal d’Africa? Io non lo so, ma ci sono tornato, sul Tetto dell’Africa, sulla Montagna che brilla… Ci sono tornato altre 22 volte e ognuna lacrime di gioia e di meraviglia hanno rigato il mio volto… “ (Nd.a. da “A spasso tra le nuvole – Per qualche Montagna in più” Spettacolo teatrale di e con Luca Colli. Regia: Corrado Gambi).

Dopo esser salito al Lenin Peak lo scorso anno, hai preparato una spedizione che ha a che fare con lo Snow Leopard: ci spieghi in breve di cosa si tratta?

Sono appena tornato da una doppia spedizione in Tajikistan, nella catena del Pamir. L’esperienza fa parte del progetto Snow Leopard: è un’onorificenza che in passato veniva conferita a chi saliva tutti i 7000 dell’ex Unione Sovietica. Il circuito comprende cinque vette oltre i 7000 comprese tra Tajikistan e Kirghizizstan. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, l’onorificenza è rimasta e viene consegnata dal Kirghizistan. Quando riuscirò a concludere il circuito, sarò l’unico italiano vivente a essere insignito del titolo di Snow Leopard.

Ad Agosto ho scalato due 7000: Ozodi Korzhenevskaya (7105 m) e Somoni Communism (7495 m) in dieci giorni. La salita mi ha provato fisicamente, anche perché non ero al massimo della forma: purtroppo, nei giorni trascorsi al campo base, sono stato vittima di dissenteria e ho dovuto assumere antibiotici per curarmi. Sono però riuscito a scalare entrambe le montagne e, nonostante fossi fisicamente distrutto, sono molto orgoglioso di aver raggiunto entrambe le vette, che sommate al Lenin scalato lo scorso anno, mi permettono di pensare più serenamente alle due grandi montagne che mancano all’appello per completare il circuito.

Sfiorando il cielo

So che sei stato TEDx Talker: quale è stato il tuo spettacolo? Di cosa hai parlato?

Il TEDx è stato un’esperienza indimenticabile! Riuscire a rapire l’attenzione di 500 studenti delle scuole superiori raccontando la mia storia personale, mi ha regalato un’emozione che non dimenticherò. Il filmato del mio intervento è visibile al pubblico su Youtube: La storia di come un bambino asmatico è arrivato in cima al mondo.

Hai anche un nuovo spettacolo teatrale: ce ne parli? Quando è stata la prima? Ci sono altre date in programma?

“A spasso tra le nuvole – per qualche montagna in più” (regia di Corrado Gambi) è il secondo spettacolo teatrale che ho scritto e che interpreto. Racconta tutte le mie imprese intorno al mondo ed è più assimilabile a un racconto di vita che non a una serata nella quale si parla esclusivamente di alpinismo. La Montagna infatti è la cornice al racconto delle mie esperienze negli ultimi vent’anni. La prima è stata a Gennaio 2025 in un piccolo teatro, mentre poi è stato rappresentato in molte rassegne e spettacoli singoli in Italia, ottenendo grande successo di pubblico e numerosi sold out a Vigevano, (due sold out) Novara e Abbiategrasso.

Il trailer dello spettacolo è visibile sul mio sito www.luca-colli.com e chiunque è interessato può portare lo spettacolo nella propria città contattando il mio management (info sul sito).

Lo scorso anno sei salito anche sul Ruwenzori, il signore delle piogge?
Preparerai dei compagni di viaggio per ripetere l’esperienza?

Da anni collaboro con un’importante tour operator: Kailas Viaggi, con sede a Milano. A gennaio di quest’anno ho effettuato un primo viaggio spedizione sul Rwenzori, che sarà inserito nei  programmi Kailas già dal 2026. E’ una montagna meravigliosa e selvaggia, ricca di storia e  fascino. Come faccio sempre, anche per i gruppi di avventurosi che desiderano salire su questa montagna, garantisco la supervisione della preparazione fisica attraverso un programma che permette di affrontare questa esperienza in completo relax, godendosi il viaggio, consapevoli di essere fisicamente preparati.

Tra le tue tante mete ci sono anche Ararat e Kenya: ci racconti al riguardo?

Rimanendo in Africa, il Kenya è qualcosa di assolutamente unico e diverso: solitario, poco frequentato e dalla bellezza sconvolgente; è un’avventura che raccomando a chiunque stia cercando pace, bellezza e montagna. Il Mt. Kenya è, tra l’altro, un’altra “Montagna degli italiani” grazie ad una storia talmente incredibile che sembra la trama di un film. Ovviamente non la racconterò qui: dovete venire in vetta con me per scoprirla…

La salita al Monte Ararat nasce invece come conseguenza della guerra, con l’impossibilità di volare agevolmente in Russia e salire sull’Elbrus: cercavo una montagna altrettanto affascinante. L’ho trovata in Turchia. Il Mt. Ararat (5137 m) non è solo una bellissima montagna che si erge imponente dall’altopiano che divide la Turchia dall’Iran e dall’Armenia, ma è un crocevia di culture e storia: Via della Seta, Cristianesimo Armeno, l’epopea del popolo Kurdo, impero Ottomano, l’Arca di Noè e mille altre storie, miti e leggende fanno di questo viaggio un’avventura davvero completa.

Sembra che fino a prova contraria tu sia l’unico uomo ad aver effettuato le Seven Summits secondo la lista completa ed estesa: avevi pubblicato anche interviste al riguardo. Non c’è mai stata replica quindi dovrebbe essere tuo il record al riguardo. Ci puoi spiegare di cosa si tratta e quando hai concluso la tua collezione?

Il circuito Seven Summits nasce negli anni 80, ideato da un alpinista statunitense. L’idea iniziale era quella di scalare le montagne più alte di ogni continente e comprendeva, appunto, sette vette: Monte Elbrus (5642 m Europa), Kilimanjaro (5895 m Africa), Kosciuszko (2228 m Australia), Aconcagua (6962 m Sud America), Denali (6198 m Nord America), Everest (8848 m Asia) e Vinson (4895 m Antartide). A questa lista, però, si è aggiunta la Piramide Carstensz (4884 m) in Papua Indonesia e questo ha aperto una serie di interpretazioni diverse. La Piramide Carstensz infatti si trova nella metà indonesiana dell’isola di Papua, quindi, dal punto di vista geografico è Asia. Ragionando perciò in termini geografici, se si parla di Oceania allargata alle isole, occorre scalare il Mt.Wilhelm (4505 m) in Papua Nuova Guinea. Inoltre, c’è chi considera un sub-continente chiamato Australasia che comprende anche il Mt. Aoraki (3724 m) nell’isola del Sud in Nuova Zelanda. Dal punto di vista geologico poi, il nostro Monte Bianco (4810 m) rimane la vetta più alta d’Europa, perché la placca continentale dove si trova il Mt. Elbrus è placca asiatica.

Per evitare qualsiasi tipo di “discussione” ho pensato di scalarle tutte, soddisfacendo così qualsiasi tipo di interpretazione.

A spasso tra le nuvole

Il tuo precedente spettacolo, come si chiamava? Lo ripeterai?

Grazie alla ormai lunga collaborazione con Corrado Gambi, regista teatrale di lunga esperienza ho scritto e interpretato uno spettacolo che si intitola “Torno Subito” e che racconta la mia scalata all’Everest: ha debuttato nel 2022 ed è stato rappresentato in numerosi teatri italiani.

Oltre a questi spettacoli teatrali, propongo una performance interattiva rivolta alle aziende e ai giovani: è proprio quella che riguarda il TEDx Roma della quale ti ho raccontato prima.

Hai ulteriori nuovi progetti in serbo?

Sto lavorando su un’altra performance interattiva destinata non solo a manager, giovani, ma in fondo a tutti noi: si intitola “La bufera” e tratta della gestione dell’imprevisto e della difficoltà non calcolata. Viviamo in una società che pretende il controllo su ogni aspetto della vita e forse proprio per questo molte persone non sono in grado di gestire l’imprevisto. In Montagna impari a “fluire con gli eventi”, ad accettare ciò che non puoi controllare e raccontare la mia esperienza penso possa essere utile.

i campi in quota

Considerando che sei hai ispirato molti ragazzi che ti seguono con il tuo grande entusiasmo e la voglia di ascendere e scoprire: che consiglio daresti a un ragazzo che abbia voglia di vivere avventure ed esplorare?

Il primo consiglio che gli darei sarebbe: “Impara a stare da solo”. Anch’io ho dovuto lasciare andare molti amici che hanno iniziato a vivere avventure con me, ma poi famiglia, amore, lavoro, impegni… È molto difficile far coincidere tutto, quindi piano piano ti ritrovi da solo a vivere le tue avventure.

Se si riesce a convivere con questo, si diventa uno spirito libero: come ti ho detto, è una condizione di vita bellissima, ma che ha un suo prezzo.

Christian Roccati
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