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14 Maggio 2026

Valanga in Val Ridanna: due morti e diversi feriti tra gli scialpinisti sopra Racines

valanga Val Ridanna

Valanga in Val Ridanna – Credit Foto: Sky Tg24

Il distacco nella zona della Hohe Ferse ha coinvolto circa 25 persone impegnate in gite primaverili. Imponente l’intervento dei soccorsi tra elicotteri, Soccorso Alpino e unità cinofile.

Una grave valanga ha interessato nella tarda mattinata la zona della Hohe Ferse, sopra Racines, in Val Ridanna (Alto Adige), travolgendo diversi scialpinisti impegnati in escursioni primaverili. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità e dai soccorritori, sul versante interessato dal distacco si trovavano circa 25 persone appartenenti a gruppi differenti.

Il bilancio provvisorio è di due vittime e diversi feriti. Alcuni scialpinisti sono riusciti a liberarsi autonomamente dalla neve, mentre altri sono stati individuati grazie all’utilizzo degli Artva e all’intervento delle unità cinofile specializzate nella ricerca in valanga. I feriti sono stati trasportati negli ospedali della zona tramite numerosi voli di elisoccorso.

L’allarme è scattato immediatamente dopo il distacco della massa nevosa. Sul posto sono intervenuti in forze il Soccorso Alpino Alto Adige, la Guardia di Finanza, i vigili del fuoco volontari e diversi equipaggi di elisoccorso provenienti anche dalle vallate vicine. Le operazioni si sono inizialmente concentrate sulla bonifica dell’area per escludere la presenza di ulteriori persone sepolte.

La zona della Hohe Ferse è tra le mete più frequentate dagli scialpinisti durante la stagione primaverile. Gli itinerari che si sviluppano sopra Racines e lungo la Val Ridanna attirano numerosi escursionisti grazie all’accessibilità e alla presenza di pendii d’alta quota ancora ben innevati anche in tarda stagione. Proprio in questo periodo, tuttavia, le condizioni del manto nevoso possono cambiare rapidamente nel corso della giornata.

L’episodio riporta l’attenzione sui rischi tipici dello scialpinismo primaverile e sulla necessità di un’attenta valutazione delle condizioni nivometeorologiche. I bollettini valanghe delle ultime giornate avevano segnalato un aumento del pericolo valanghe legato all’innalzamento delle temperature e alla presenza di neve umida in quota, fattori che possono favorire distacchi spontanei o provocati dal passaggio degli escursionisti.

In primavera, infatti, il ciclo di rigelo notturno e riscaldamento diurno influisce in modo decisivo sulla stabilità del manto nevoso. Con il passare delle ore, soprattutto sui versanti esposti al sole, la neve tende a perdere coesione, aumentando il rischio di valanghe di neve bagnata. Partenze molto mattutine e una pianificazione rigorosa degli orari restano elementi fondamentali per ridurre l’esposizione al pericolo.

Le operazioni di soccorso alpino in ambiente montano si confermano complesse, soprattutto in scenari con numerosi coinvolti. In situazioni come quella della Val Ridanna, la rapidità dell’intervento è determinante. L’utilizzo dell’Artva, insieme a pala e sonda, rimane uno strumento essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di seppellimento.

Sono in corso ulteriori accertamenti da parte delle autorità per ricostruire con precisione la dinamica del distacco e verificare eventuali elementi utili alla comprensione dell’accaduto.

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