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14 Maggio 2026

Climbing · Vertical

Yannick Flohé entra nell’élite mondiale con “Excalibur” 9b+ ad Arco

Yannick Flohé

Yannick Flohé – fonte Instagram

Il climber tedesco firma la quarta salita assoluta di una delle vie sportive più dure del pianeta. A Drena, sopra Arco, “Excalibur” continua a rappresentare il simbolo del limite nell’arrampicata moderna.

La falesia di Drena, sulle colline che dominano Arco, torna al centro della scena internazionale dell’arrampicata sportiva. Il tedesco Yannick Flohé ha infatti completato la salita di “Excalibur” 9b+, una delle linee più estreme mai chiodate e oggi considerata un autentico banco di prova del climbing contemporaneo.

La salita, realizzata alla fine del 2025 e rilanciata nelle ultime settimane attraverso video e approfondimenti tecnici, rappresenta la quarta ripetizione assoluta della via dopo la prima salita di Stefano Ghisolfi nel 2023, quella dello scozzese Will Bosi e quella storica di Brooke Raboutou, prima donna al mondo a chiudere un 9b+.

Nel panorama dell’arrampicata internazionale, “Excalibur” è ormai molto più di una semplice via. È diventata un simbolo tecnico e fisico della nuova generazione della falesia estrema: breve, esplosiva, fortemente dipendente dalle condizioni perfette di temperatura e attrito, e caratterizzata da movimenti di altissima intensità.

Una linea corta ma brutale

La via si sviluppa per circa 12 metri su una parete fortemente strapiombante, con inclinazioni vicine ai 40 gradi. Nonostante la lunghezza relativamente ridotta, “Excalibur” concentra in pochi movimenti una difficoltà eccezionale: microtacche, compressioni violente, coordinazioni dinamiche e una celebre sezione finale su una minuscola tasca a due dita che molti considerano il vero cuore del progetto.

Secondo quanto raccontato dallo stesso Flohé, il movimento conclusivo è stato uno dei più difficili mai affrontati in falesia. Un dettaglio che conferma come il grado 9b+ moderno non sia più soltanto una questione di resistenza, ma anche di precisione biomeccanica, potenza esplosiva e gestione millimetrica del corpo.

Per arrivare alla riuscita, il climber tedesco ha investito circa 19 sessioni distribuite nel corso del 2025, tornando ripetutamente ad Arco per lavorare le singole sequenze e attendere le condizioni ideali. In una via così estrema, infatti, pochi gradi di differenza nella temperatura o minime variazioni dell’umidità possono cambiare radicalmente le possibilità di successo.

Arco conferma il suo ruolo centrale nel climbing mondiale

La salita di “Excalibur” 9b+ rafforza ancora una volta il ruolo di Arco come epicentro mondiale dell’arrampicata sportiva. Negli ultimi anni il Garda Trentino ha ospitato alcune delle performance più importanti del climbing internazionale, attirando atleti d’élite grazie alla combinazione tra qualità della roccia, varietà delle falesie e lunga tradizione verticale.

Drena, in particolare, è diventata una destinazione simbolica per il livello estremo. Qui la ricerca della difficoltà assoluta incontra una roccia tecnica ed estremamente esigente, dove ogni dettaglio conta e il margine di errore è praticamente nullo.

Non sorprende quindi che anche Adam Ondra abbia dedicato tempo al progetto senza riuscire a completarlo. Il fuoriclasse ceco aveva sottolineato pubblicamente l’estrema complessità biomeccanica della linea, definendola una delle sfide più particolari mai provate su roccia.

Yannick Flohé e la nuova generazione del climbing

Con questa salita, Yannick Flohé consolida definitivamente il proprio status tra gli arrampicatori più completi della scena internazionale. Nato agonisticamente nel circuito boulder e lead della IFSC, il tedesco rappresenta perfettamente la nuova generazione di climber capaci di eccellere sia in competizione sia sulla roccia outdoor di massimo livello.

Nel corso del 2025 Flohé aveva già attirato l’attenzione internazionale per il primo 8C flash della storia con “Foundation’s Edge” e per la salita di “Ratstaman Vibrations” 9b, confermando una continuità impressionante nelle prestazioni estreme.

La ripetizione di “Excalibur” 9b+ assume quindi anche un valore simbolico: segna il passaggio verso una scena internazionale sempre più ampia, dove il dominio storico di figure come Ondra lascia spazio a una nuova élite globale composta da specialisti estremamente versatili, preparati fisicamente e tecnicamente su ogni terreno.

Oggi il climbing d’élite richiede infatti competenze multiple: esplosività da boulderista, resistenza da lead climber, capacità tattica da competizione e una profonda conoscenza delle condizioni outdoor. Flohé sembra incarnare perfettamente questa evoluzione.

“Excalibur” come simbolo del limite moderno

Nel mondo dell’arrampicata sportiva contemporanea, poche vie hanno acquisito in così poco tempo lo status di “Excalibur”. Il suo grado, 9b+, continua a rappresentare uno dei riferimenti più alti del climbing mondiale, ma è soprattutto il suo stile a renderla iconica.

La linea di Drena mostra infatti come il limite moderno si stia spostando verso movimenti sempre più specifici, intensi e condizionati da dettagli minimi: vie brevi ma devastanti, dove la forza pura deve fondersi con precisione tecnica assoluta e controllo mentale.

Per Arco e per l’intero panorama dell’arrampicata italiana, la continua attenzione internazionale attorno a “Excalibur” rappresenta anche una conferma del ruolo centrale che le falesie del Garda stanno giocando nell’evoluzione globale dello sport.

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