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22 maggio 2015

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FRANCO MICHIELI. "La vocazione di perdersi"… per ritrovare se stessi. Intervista

Intervista di Andrea Bianchi
Riprese e montaggio di Andrea Monticelli

FRANCO MICHIELI E IL RECUPERO DELLA VISIONE DELL’UOMO ARCAICO

Perdersi per ritrovare se stessi, riappropriandosi di un corpo di conoscenze perdute ma che in un certo senso sono ataviche, quasi scritte nel nostro DNA di uomini un tempo nomadi: è il messaggio che Franco Michieli ci ha portato con la presentazione del suo ultimo libro, “La vocazione di perdersi” (Ediciclo, 2015), al 63° Trento Film Festival.

Ho intervistato Franco poco prima dell’incontro col pubblico, ma i dieci minuti di un’intervista sono realmente pochi, anche solo per accennare i tanti spunti di riflessione che ci può trasmettere la sua esperienza di viaggiatore senza mappe e strumenti di orientamento in territori scarsamente abitati come la Lapponia, tra Norvegia e Finlandia.

Franco Michieli. Foto arch. F. Michieli

Franco Michieli. Foto arch. F. Michieli

Tra i concetti più interessanti, sicuramente quello per cui non è il viandante a trovare la via, bensì viceversa. Si tratta di un approccio al viaggio e all’esplorazione basato sulla fiducia nella relazione tra uomo e natura, fiducia che fa dell’errore e della deviazione solo un’espressione delle infinite possibilità secondo cui può svilupparsi l’itinerario ideale, che è in definitiva la propria strada, materialmente ma anche simbolicamente, nella consapevolezza che l’evoluzione procede sempre per tentativi, errori e deviazioni.
Ecco allora che “andare nella natura senza mappa e dover attendere in movimento che un segno ci orienti ridesta la sensibilità per quelle parti dell’esistenza che la ragione non raggiunge“, e “la via non prestabilita che finiamo per percorrere è una relazione fra la nostra immaginazione e il mistero che dirige il divenire in cui siamo immersi“.

La buona notizia è che queste esperienze si possono vivere non solo in regioni desolate e ai confini del mondo, ma anche in territori noti e antropizzati, se non addirittura nel cuore stesso delle nostre città, se sappiamo lasciare a casa mappe, orologi, cellulari e GPS. E’ stato, in fondo, anche affidandosi a questa antica sapienza dell’orientamento, che Franco Michieli – come ci ha annunciato in anteprima a Trento – è riuscito recentemente a scoprire un antico luogo sciamanico in Perù, quasi che la sua capacità di leggere tracce invisibili gli abbia saputo mostrare la strada con gli occhi di un uomo antico.

Andrea Bianchi – MountainBlog.it

"La vocazione di perdersi", cover

“La vocazione di perdersi”, cover

LA VOCAZIONE DI PERDERSI
Autore: Franco Michieli
Editore: Ediciclo, Portogruaro (VE) – 2015
Pagine: 96
Prezzo di copertina: 8.50 €

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