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29 marzo 2018

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Alpi Centrali · Aree Montane · Italia · Lombardia

Matteo Della Bordella è il nuovo presidente del gruppo alpinistico Ragni di Lecco

Matteo Della Bordella. Fonte: facebook

L’alpinista varesino succede a Fabio Palma alla guida del gruppo per due mandati

Matteo Della Bordella, classe 1984, è il nuovo presidente dei Ragni di Lecco.

E’ stato eletto ieri sera presso la sede del CAI locale. Lo storico gruppo alpinistico della Grignetta ha nominato anche il nuovo consiglio direttivo.

Affiancheranno il neo presidente, i consiglieri: Luca Passini, Simone Pedeferri, Carlo Aldè, Matteo De Zaiacomo, Luca Schiera, Dimitri Anghileri.
Revisori dei conti: Alberto Pirovano, Villa, Mario Giacherio.

Della Bordella era candidato alla presidenza con Matteo Piccardi, 39 anni, bergamasco Guida Alpina.

Della Bordella è conosciuto per la sua etica e per il suo approccio alle montagne by fair means

Ecco il breve profilo di Matteo, pubblicato da lecconotizie.com.

Ingegnere gestionale, nel giro di pochi anni è riuscito a mettere insieme un curriculum di salite spaventoso. Nel 2006 è entrato a far parte dei maglioni rossi e due anni dopo del Club Alpino Accademico Italiano (CAAI). Nel 2008 e 2009 ha vinto il Premio Riccardo Cassin per la categoria alpinismo: nel 2008 per la via Coelophysis aperta con Fabio Palma in Wendenstocke, e nel 2009 per la spedizione in Groenlandia. Nel 2015 ha vinto il premio “Grignetta d’oro”, conferito al miglior alpinista italiano sulla base dell’attività svolta nei due anni precedenti e della sua visione dell’alpinismo.

Tra le spedizioni che l’hanno reso famoso al grande pubblico sicuramente ci sono quelle in Patagonia, terra che gli ha regalato moltissime soddisfazioni grazie all’apertura di vie nuove e ripetizioni importanti: Torre Egger, Fitz Roy, Cerro Torre, Murallon e, proprio poche settimane fa, una nuova via al Cerro Riso Patron. Matteo Della Bordella è conosciuto per la sua etica e per il suo approccio alle montagne by fair means, ovvero con mezzi leali: avvicinamenti nel limite del possibile senza l’utilizzo di mezzi motorizzati cercando poi di non lasciare materiale sulla montagna.