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18 luglio 2019

Ambiente e Territorio · Cultura · Alpi Orientali · Aree Montane · Italia · Veneto

“Oltre”: un viaggio per immagini dedicato al celebre fotografo Stefano Zardini

Foto: Stefano Zardini

Dal 6 luglio i visitatori che salgono in funivia a quota 2.778 metri, possono ammirare, attraverso le opere del celebre fotografo, il lato nascosto, l’anima segreta, la storia mai raccontata di paesaggi, rocce, alberi e perfino oggetti di uso comune. Un percorso che sarà celebrato il 21 agosto, con un appuntamento unico nel suo genere che unirà musica e immagini

Il fotografo ampezzano Stefano Zardini, recentemente scomparso,  torna ad interpellare il nostro senso dello stupore, a offrire il suo punto di vista inedito e profondamente personale: le sue opere saranno ospitate a Lagazuoi Expo Dolomiti, galleria d’arte tra le più alte del mondo, raggiungibile con la Funivia Lagazuoi in pochi minuti. La mostra è visitabile  da sabato 6 luglio. Da segnare in calendario la data del 21 agosto, quando, nel fulcro dell’estate ampezzana, si celebrerà in musica la figura del fotografo.

Il titolo è significativo: “Oltre” è un’esposizione che racconta alcune delle più interessanti sfaccettature di un fotografo alla perenne ricerca di nuovi scenari e prospettive di senso. La sua eredità artistica e morale, il suo sguardo unico sul mondo e sulle montagne continueranno ad abitare questo spazio a quota 2.778 metri.

Mercoledì 21 agosto spazio all’unione tra due forme d’arte, la musica e la fotografia

Nei giorni in cui la stagione estiva di Cortina d’Ampezzo è al suo culmine ci si incontra a metà strada tra la terra e il cielo, per raccontare e celebrare un fotografo di fama internazionale che ha significato moltissimo per la comunità, e non solo. Al microfono, Carlotta Sillano, alias Carlot-ta, cantautrice tra le più interessanti e originali dell’intero panorama della musica d’autore in Italia per quella sua spiccata e naturale passione per il mondo della montagna, che traspare in ogni suo brano.

Lagazuoi Expo Dolomiti aveva già raccolto, da febbraio ad aprile 2019, alcuni dei lavori di Stefano Zardini, presentati insieme a quelli dei colleghi Gustav Willeit e Pierluigi Orler nella mostra Snow Art – Dolomiti Romantiche. Questa volta lo spazio espositivo è interamente dedicato alle sue immagini e ai suoi testi, curati e selezionati dalla moglie Valentina: “Stefano – ricorda – era capace di affondare radici profonde e insieme di volare dove l’occhio non arriva. Non c’erano spazi, confini, fatiche a fermarlo. E come ogni uomo buono, era un uomo libero”.

Stefano Zardini, ritratto. Foto: S. Zardini

Autore di ben 38 libri fotografici, di cui 32 come unico autore, Stefano Zardini ha collaborato con decine di media e agenzie e ha viaggiato in 60 paesi del mondo, anche i più inaccessibili, a scopo documentaristico e umanitario. Capace di esprimersi ai massimi livelli nel mondo della moda come del corporate o del fotogiornalismo – il suo reportage sulla siccità del deserto africano è stato proiettato alla Casa Bianca, al Cremlino e alla sede newyorkese dell’ONU – si è infine appassionato alla Fine Art, tornando a Cortina e trovando nuove chiavi di lettura per raccontare le sue Dolomiti.

Quattro sale suddividono altrettanti temi esplorati da Stefano Zardini, accompagnati da testi evocativi scritti di suo pugno. E così, se “Le radici” creano una connessione evidente tra i nodi, gli anelli, le forme vegetali e il fondamento solido del nostro essere, “le radici che non gelano mai”, “L’anima nascosta” sussurra discreta al nostro orecchio raccontando di altri sentieri, altre distanze da esplorare. “La pelle” lascia che emerga il lento logorio delle ere geologiche, del vento e dell’acqua sul volto delle Dolomiti, mentre infine “Icone” rilegge attraverso un prisma cromatico sfacciato e contemporaneo oggetti legati alla montagna, con risultati dirompenti.

Oltre alle fotografie esposte, si potranno ammirare altre immagini tramite dei proiettori: un modo per “allungare virtualmente” le sale di Lagazuoi Expo Dolomiti, fino ad accogliere una parte importante della produzione di Stefano Zardini. Segni che, per citare il fotografo, “vivranno per sempre nella superficie altrettanto bianca e magica di un foglio di carta sensibile alla luce”.

Il catalogo, con introduzione firmata da Beatrice Buscaroli, Storica dell’arte, docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, è disponibile presso lo spazio espositivo.