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8 Aprile 2026

Ski · Ski Touring e Ski Alp

Valanga sul Cermis: scialpinista
perde la vita ai Laghetti di Bombasel

valanga alpe cermis

Tragedia in Val di Fiemme l’8 aprile 2026: un uomo di 46 anni travolto da un distacco spontaneo durante un’uscita in solitaria.

Una nuova tragedia in montagna riporta l’attenzione sui rischi legati allo scialpinismo primaverile. Nella mattinata dell’8 aprile 2026 una valanga si è staccata sul versante nord dell’Alpe Cermis, in prossimità dei Laghetti di Bombasel, sopra Cavalese, in Val di Fiemme. A perdere la vita è stato uno scialpinista di 46 anni, residente in valle.

L’uomo era partito da solo per una gita, approfittando delle condizioni apparentemente favorevoli della giornata. Il mancato rientro e l’assenza sul posto di lavoro hanno fatto scattare l’allarme, dando avvio alle operazioni di ricerca da parte del Soccorso Alpino.

I soccorritori sono intervenuti rapidamente con l’elicottero, concentrando le ricerche nell’area dei Laghetti di Bombasel, una zona molto frequentata dagli appassionati di scialpinismo, soprattutto in primavera. Decisivo il ritrovamento di alcuni sci affioranti dalla neve, segnale della possibile presenza dell’uomo sotto il manto nevoso.

Individuato il punto di seppellimento, le squadre hanno proceduto allo scavo. Il corpo è stato recuperato in tempi relativamente brevi, ma per lo scialpinista non c’era ormai più nulla da fare. Secondo le prime ricostruzioni, la dinamica dell’incidente indicherebbe un distacco spontaneo della valanga, senza un innesco diretto da parte della vittima.

Le condizioni nivologiche tipiche di questo periodo dell’anno giocano spesso un ruolo determinante. La primavera è una stagione delicata per la stabilità del manto nevoso: gli sbalzi termici tra notte e giorno, insieme all’irraggiamento solare sempre più intenso, possono indebolire gli strati della neve, favorendo distacchi anche in assenza di sovraccarichi evidenti.

Il caso del Cermis si inserisce in questo contesto. Le temperature in aumento registrate negli ultimi giorni potrebbero aver contribuito alla perdita di coesione del manto nevoso, rendendo instabile il versante nord interessato dal distacco. Un fattore che gli esperti raccomandano sempre di valutare con attenzione, soprattutto nelle ore più calde della giornata.

Un elemento rilevante emerso da questa tragedia è la scelta dell’uscita in solitaria. Sebbene lo scialpinismo individuale sia praticato anche da appassionati esperti, comporta rischi maggiori in caso di incidente. La presenza di un compagno può risultare determinante nei primi minuti dopo un seppellimento, aumentando sensibilmente le possibilità di sopravvivenza.

L’episodio rappresenta un monito per tutta la comunità outdoor. Pianificare con cura ogni uscita, consultare i bollettini valanghe aggiornati e adattare itinerari e orari alle condizioni reali del terreno sono passaggi fondamentali.

In primavera, in particolare, è essenziale partire nelle prime ore del mattino e rientrare prima che il sole comprometta la stabilità del manto nevoso. Anche l’equipaggiamento resta imprescindibile: ARTVA, pala e sonda devono essere sempre presenti e utilizzati correttamente, insieme a una formazione adeguata.

Le operazioni di soccorso si sono concluse nel giro di poche ore, ma il dolore resta forte nella comunità locale della Val di Fiemme. L’accaduto riaccende l’attenzione sulla sicurezza in montagna e sull’importanza della prevenzione, soprattutto in una stagione in cui la percezione del rischio tende spesso a diminuire.

La valanga sul Cermis è un richiamo chiaro: la montagna primaverile può essere tanto affascinante quanto insidiosa. Conoscerne le dinamiche e rispettarne i segnali è fondamentale per frequentarla in sicurezza.

Foto Credits © Soccorso alpino trentino

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