Kami Rita, guida nepalese, raggiunge ancora una volta la vetta più alta del pianeta e consolida un primato storico. Un risultato che riaccende il dibattito sul ruolo degli Sherpa e sull’evoluzione dell’Everest contemporaneo.
Il Monte Everest continua a essere il teatro dei grandi numeri dell’alpinismo contemporaneo. Il 18 maggio 2026 Kami Rita Sherpa ha raggiunto la vetta degli 8.849 metri per la 32ª volta, migliorando ancora il proprio record assoluto di ascensioni della montagna più alta del mondo. Un risultato straordinario che conferma il ruolo della guida nepalese come simbolo dell’Himalaya moderno e protagonista delle spedizioni commerciali d’alta quota.
La salita è avvenuta durante la principale finestra meteo della stagione pre-monsonica, il periodo in cui centinaia di alpinisti tentano la vetta dal versante nepalese e tibetano. Kami Rita stava accompagnando una spedizione organizzata da 14 Peaks Expedition, una delle società oggi più attive nel settore delle spedizioni himalayane.
Una carriera costruita in alta quota
Originario della regione del Khumbu, cuore dell’etnia Sherpa e dell’alpinismo nepalese, Kami Rita lavora in alta quota da oltre trent’anni. La sua prima ascensione all’Everest risale al 1994. Da allora ha trasformato quella che inizialmente era una professione legata alla logistica delle spedizioni internazionali in una carriera eccezionale, costruita stagione dopo stagione attraverso una continuità quasi irripetibile.
Negli ultimi anni l’alpinista nepalese ha progressivamente aggiornato i propri record, arrivando spesso a effettuare due ascensioni nella stessa stagione. Una continuità che racconta non soltanto esperienza tecnica e resistenza fisica, ma anche una profonda conoscenza delle dinamiche dell’alta quota, delle finestre meteorologiche e della gestione dei rischi su una montagna sempre più frequentata.
Il ruolo centrale degli Sherpa nell’Himalaya moderno
La figura di Kami Rita rappresenta anche l’evoluzione del ruolo degli Sherpa nell’alpinismo contemporaneo. Per decenni considerati soprattutto come supporto logistico delle spedizioni occidentali, oggi gli Sherpa sono riconosciuti come protagonisti assoluti dell’Himalaya. Guide, alpinisti, organizzatori e imprenditori nepalesi occupano una posizione sempre più centrale nell’economia e nella gestione delle spedizioni commerciali sugli Ottomila.
Il record di Kami Rita arriva infatti in una fase di forte trasformazione dell’Everest. La montagna simbolo dell’alpinismo mondiale è diventata negli ultimi anni una destinazione accessibile a un numero crescente di clienti internazionali, grazie all’espansione delle spedizioni commerciali e all’evoluzione delle infrastrutture di supporto in quota. Bombole d’ossigeno supplementare, corde fisse, previsioni meteo avanzate e logistica sempre più organizzata hanno cambiato profondamente il modo di vivere la montagna.
Il dibattito sull’Everest commerciale
Parallelamente, però, cresce anche il dibattito sui limiti di questo modello. Le immagini delle code verso la vetta, l’aumento dei permessi concessi dal Nepal e i problemi legati alla sicurezza continuano ad alimentare il confronto tra sostenitori dell’alpinismo classico e fautori dell’approccio commerciale moderno.
In questo contesto, la figura di Kami Rita appare quasi unica. Le sue ascensioni non vengono percepite come semplici “collezioni di vette”, ma come l’espressione di una professionalità costruita in decenni di lavoro in ambiente estremo. Ogni salita significa affrontare nuovamente il Khumbu Icefall, i campi alti, il gelo, il vento e i rischi permanenti di una montagna che continua a mantenere un elevato livello di pericolosità nonostante l’evoluzione tecnologica.
La stagione himalayana 2026 si sta confermando particolarmente intensa. Oltre al nuovo record di Kami Rita Sherpa, anche Lhakpa Sherpa ha aggiornato il primato femminile raggiungendo l’undicesima vetta dell’Everest. Due risultati che sottolineano ancora una volta il peso crescente degli alpinisti nepalesi nella storia contemporanea degli Ottomila.
L’Everest rimane così un luogo dove convivono dimensioni molto diverse dell’alpinismo: sogni personali, turismo d’alta quota, business internazionale, ricerca di record e professionismo estremo. Kami Rita Sherpa incarna probabilmente meglio di chiunque altro questa trasformazione. La sua 32ª ascensione non è soltanto un numero destinato alle statistiche, ma il simbolo di un’intera generazione di guide himalayane che hanno ridefinito il volto dell’alpinismo moderno.
Mentre la stagione prosegue e centinaia di alpinisti continuano a muoversi tra Nepal e Tibet, il record di Kami Rita sembra destinato a restare uno dei riferimenti più impressionanti della storia dell’Himalaya contemporaneo.

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