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28 gennaio 2019

Alpinismo e Spedizioni · Vertical · Resto del Mondo

Invernali sugli 8000. Aggiornamenti da K2, Manaslu e Nanga Parbat

Invernale al K2. Fonte: Alex Txikon

Scariche di pietre sul K2 e ritiri, sei metri di neve sul Manaslu, tende danneggiate sul Nanga Parbat

Aggiornamenti dai tre 8000 dove sono attualmente in corso quattro spedizioni invernali. In Himalaya sono impegnati anche gli italiani  Simone Moro (Manaslu) e  Daniele Nardi (Nanga Parbat).

Altri due team, uno russo-kazako-kirghiso e uno spagnolo-polacco, si stanno muovendo sul K2…

Manaslu (8.163 m)

Simone Moro e lo sherpa nepalese Pemba Gelje sono arrivati al campo base il 14 gennaio, dopo una salita di acclimatamento al Mera Peak. I due hanno raggiunto rapidamente il campo I dove hanno trascorso una notte prima di continuare. A 6.400 metri (a 50 m di dislivello da C2), hanno avuto la sgradevole sorpresa di trovare un’enorme cascata di ghiaccio.

Dopo aver lottato per diverse ore in questo labirinto di ghiaccio, crepacci e seracchi, hanno lasciato il loro materiale alla loro tenda a 6000 metri e sono rientrati al campo base. Simone Moro ha annunciato di aver visto la possibilità di aprire una nuova via…

CB Manaslu, inverno 2019. Fonte: Simone Moro/facebook

I due scalatori sono rimasti bloccati al campo base per il maltempo, che dovrebbe durare per diversi giorni.

Aggiornamento del 27 gennaio. Al CB la neve ha raggiunto i 6 metri di altezza. In 4 a turno, senza pause,  continuano a spalare per non venire sommersi dalla neve. Il team si  è spostato nella tenda-cucina. Valanghe ovunque.
Previsto sole tra martedì e mercoledì

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Nanga Parbat (8.125 m)

Al Nanga Parbat, Daniele Nardi e Tom Ballard sono partiti per un tentativo in stile alpino sullo Sperone Mummery. Accompagnati dai pakistani Rahmat Ullah Baig e Kareem Hayat, l’italiano e l’inglese hanno raggiunto i 6.200 metri (quota a cui era arrivato Nardi nel primo tentativo del 2013 con Elisabeth Revol). Lì  hanno depositato il materiale per installare un futuro campo IV.

Nanga Parbat, inverno 2019. Daniele Nardi. Fonte: facebook

Il team è  arrivato al CB il 16 gennaio e da allora ha passato molto tempo a sgomberare la neve, che finora è caduta ininterrottamente al campo base.

Per la cronaca, l’anno scorso, Elisabeth Revol e Tomek Mackiewicz hanno raggiunto la cima del Nanga Parbat il 26 gennaio.

Il 26 gennaio Daniele Nardi e Tom Ballard sono saliti nuovamente a C2, dove hanno trovato la loro tenda sommersa dalla neve e danneggiata. Hanno impiegato 3 ore per sistemarla.
La tenda di Karim e Rahmat non è stata trovata. Questi due sono rientrati al CB.
Tregua-neve  fino al 29 gennaio.

Aggiornamento del 28 gennaio. Dopo una giornata fermi a Campo 2 a causa dell’alto rischio di valanghe, oggi Daniele e Tom sono riusciti a raggiungere C3, dove hanno trovato il campo danneggiato e sommerso dalla neve. Non hanno trovato traccia della tenda e a fatica hanno iniziato a scavare per cercarla. Tentativi vani che li hanno portati alla decisione di tornare a Campo 2 prima di scendere al campo base, dove recupereranno le energie. Domani faranno il punto della situazione e rifletteranno sulle prossime mosse.

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K2 (8.611 m)

K2, inverno 2019: Team russo-kazako-kirghiso “on the road”. Fonte: facebook

Al K2, il team russo-kazako-kirghiso sta lavorando dal 15 gennaio. Arrivati ​​al campo base  due giorni prima della spedizione spagnola di Alex Txikon,  gli uomini di Vassily Pivtsov sono saliti fino a 6300 metri sullo Sperone degli Abruzzi,   dove hanno installato le corde fisse, verso C2.

Dopo un periodo di riposo al campo base, dovevano passare cinque giorni sulla montagna, ma hanno avuto problemi tecnici per ricaricare le loro apparecchiature elettroniche e hanno dovuto posticipare la loro partenza. L’azione sulla montagna è ripresa il 26 gennaio, Annunciata la partenza nel pomeriggio: “il piano è di trasferire C1 a 6200 m domani. Il giorno dopo, montare C2 (6700 m circa) e il 28 gennaio sistemare ulteriori corde fisse”.

Il 27 gennaio il team è salito  verso C2. Raggiunto il Camino (House Chimney). Vicino a loro gli sherpa della spedizione di Txicon, impegnati a fissare le corde
Aggiornamento del 28 gennaio. Il team ha iniziato il lavoro sulla via.
Vassily Pivtsov, Artom Braun, Tursunali Aubakirov, Roman Abildaev e Mikhail Danichkin trascorrono la notte sotto il Camino. Il tempo è accettabile. Domani saliranno.
Dmitry Muraviov  insieme a Konstantin Shepelin domani scenderanno al  Campo Base.

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Gli igloo costruiti da Txikon al CB del K2. Foto: Alex Txikon/facebook

Per contro, il team spagnolo-polacco guidato da Alex Txikon, non ha ancora messo piede sulla montagna. Arrivati al campo base il 16 gennaio, Txikon e il suo team hanno dedicato i primi giorni della spedizione a costruire igloo che dovrebbe consentire loro di resistere meglio alle temperature gelide e al vento. Alex non ha ancora scelto la via definitiva di salita e sembra ancora esitare tra la stessa opzione dei russi e la Via Americana del 1978 sulla lunga dorsale nord-est.

Il 25 gennaio, il team annunciava di voler salire al CBA per portare del materiale ed esplorare una delle pareti meno conosciute del K2, la parete Est. “Non ho ancora chiaro il percorso che seguiremo per raggiungere la cima; … vorrei esplorare la parete Est, con meno vie aperte, e vedere quello che ci offre.”, spiegava Txikon sui social.

Il 26 gennaio Txikon  era a quota 5.682 (C1). Il basco ha iniziato  la scalata dello Sperone degli Abruzzi (abbandonando così l’idea di salire dalla Est).
Il 27 gennaio team era al CBA. Attrezzato il percorso oltre i 5.800 metri di quota, quasi fino a C1.

Aggiornamento del 28 gennaio: Incidente al polacco Waldemar Kowalewski, colpito da un sasso mentre saliva a C1. L’alpinista abbandona la spedizione di Tzikon. Nella spedizione guidata dal basco rimangono così due polacchi, Paweł Dunaj e Marek Klonowski.

Intanto, Alex Txikon, oggi ha raggiunto  una quota di circa 6400 metri, sullo Sperone degli Abruzzi. Attualmente il basco sta scendendo verso il Campo Base Avanzato.

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K2, Campi sullo Sperone degli Abruzzi. Fonte: pakpeaks.com